Tutto era nato da un’investigazione dell’Associazione Essere Animali. Dopo due anni la condanna a 3mila euro di multa
È stato condannato a pagare una multa da 3mila euro il proprietario di un allevamento nel cuneese che nel 2020 era stato al centro di un’investigazione sotto copertura da parte dell’Associazione Essere Animali.
I video girati all’interno dell’allevamento avevano mostrato le condizioni disumane alle quali erano costretti polli e pulcini: condizioni igieniche quasi assenti, episodi di violenza gratuita e soppressioni di animali feriti o malati spregevoli. In un caso è stata utilizzata una motozappa per falciare un pollo agonizzante a terra e che non riusciva a muoversi.
Il proprietario dell’allevamento intensivo – che all’epoca dei fatti era il fornitore del primo produttore italiano di carne di pollo – è stato condannato perché ritenuto responsabile delle violenze per omesso controllo — cioè non ha impedito che i suoi collaboratori commettessero gli illeciti, pur essendo egli tenuto per legge ad assicurare il benessere degli animali — “ed è stato quindi condannato per il reato di maltrattamento di animali, commesso in via continuata e aggravato dalla morte degli animali, come documentato dal nostro investigatore. Gli operatori accusati delle violenze sugli animali invece non sono stati individuati”.
Montuschi (Essere Animali): Contenti per condanna ma la multa non basta
“Siamo contenti che il nostro impegno abbia portato dei risultati – ha dichiarato Simone Montuschi, presidente dell’Associazione Essere Animali -, la magistratura ha confermato che la nostra investigazione ha fatto emergere maltrattamenti, come avevamo indicato nella nostra iniziale denuncia. Ma è chiaro che nonostante gli effetti del decreto penale di condanna siano gli stessi di quelli di una sentenza definitiva di condanna (conta come precedente sul casellario giudiziario e in caso di recidiva la pena viene aumentata) nei fatti questo si traduce in una multa, che peraltro non è neanche molto salata”
“Per questo – continua il presidente dell’associazione – chiediamo una riforma che porti all’inasprimento delle pene per il maltrattamento degli animali e per le altre violazioni delle normative di protezione, prevedendo nei casi più gravi la revoca delle autorizzazioni e l’interdizione dall’attività, anche come deterrente per altri allevatori dall’astenersi dal commettere violenze sugli animali”.


