Il confronto tra uno scienziato ambientale e gli attivisti che, a Roma, hanno bloccato il Grande Raccordo Anulare.
Finalmente un po’ di buonsenso. Mentre i blocchi stradali degli attivisti di Ultima Generazione iniziano a passare quasi del tutto inosservati (tranne che per gli automobilisti che restano intrappolati nel traffico), sta riscuotendo una certa risonanza il confronto con uno scienziato ambientale, andato in scena due giorni fa a Roma.
Come di consueto, gli attivisti avevano occupato il Grande Raccordo Anulare per bloccare la carreggiata e impedire il transito delle automobili. Le stesse scene viste nelle ultime settimane e mesi: striscioni srotolati, giuste istanze rivendicate ma anche automobilisti inferociti. E parliamoci chiaro: sono sempre semplici cittadini e lavoratori, senza alcun reale potere di pressione sulle istituzioni per un vero cambiamento nell’approccio alla lotta contro la crisi climatica.
È un po’ il senso di ciò che lo scienziato, anche lui rimasto bloccato sul G.R.A., spiega agli attivisti. “Questo non è contrastare il cambiamento climatico, che è un gesto attivo nei confronti dell’ambiente. L’unico effetto di tutto questo è un aumento di smog delle auto che stanno ferme. Dovete andare a contrastare gli inquinanti“, spiega lo scienziato ambientale. Alcuni attivisti replicano: “Non puoi guardare il dito se ti indico la Luna, noi siamo qua per chiedere al Governo di agire, non agli automobilisti“. E lo scienziato, a quel punto, spiega: “Tu non hai gli strumenti per andare sulla Luna, non ci andrai mai. Comincia a mettere un gradino per salire, comincia a fare qualcosa di attivo per l’ambiente. Ogni giorno dobbiamo fare il nostro piccolo passo, da scienziato ambientale ti dico che la risposta non è questa. Ho anch’io le api, lo so benissimo che è un disastro“.


