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Google aiuta le compagnie petrolifere a fare greenwashing. Ecco come

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Un recente studio ha dimostrato che Big G offre alle company del settore petrolifero e degli idrocarburi la possibilità di sfruttare il motore di ricerca per fare greenwashing

Google aiuta le aziende petrolifere a fare ecologismo di facciata sul proprio motore di ricerca in cambio di soldi. A dimostrarlo è una ricerca effettuata dal CCDH, il Center for Countering Digital Hate, un’organizzazione senza scopo di lucro dedicata alla lotta alla disinformazione online.

La ricerca rafforza i risultati di un precedente lavoro pubblicato dal Guardian e da InfluenceMap secondo cui sul maggiore motore di ricerca del mondo, una pubblicità su 5 è un tentativo di greenwashing da parte dei produttori di combustibili fossili.

Ma i ricercatori del CCDH hanno fatto proprio i conti in tasca al gigante di Mountain View. Google ha accettato 24,2 milioni di euro in acquisti di annunci di ricerca dall’industria petrolifera negli ultimi due anni e li ha legati ai temi green.

Come funziona il greenwashing delle aziende petrolifere by Google

Il meccanismo è molto semplice. Quando ognuno di noi effettua una ricerca su Google si trova di fronte diversi risultati. Quelli più in alto – se contrassegnati con il tag “Annunci” – non sono i risultati della ricerca ma dei veri e propri annunci pubblicitari.

Le aziende, infatti, pagano Google per comparire in quella posizione quando si cercano determinate parole chiave. Ecco qui il punto: le aziende petrolifere pagano Google per far comparire in alto nelle ricerche che riguardano i temi ambientali le loro pagine in cui fanno greenwashing.

La ricerca ha dimostrato che il 40 per cento del denaro che è passato dalle tasche dei petrolieri a quelle di Google è stato speso in pubblicità rivolte a utenti che hanno cercato termini ambientali come “eco-friendly” e “zero emissioni nette”.

“Il greenwashing è la chiave della strategia di Big Oil per ritardare la transizione verso le energie rinnovabili”, ha affermato l’Amministratore delegato di CCDH Imran Ahmed. “Google sta permettendo alle aziende di combustibili fossili di dominare l’ecosistema dell’informazione per spacciare i loro inganni”.

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