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San Siro, è bufera: “Andiamo a Sesto”. E Boeri propone lo stadio “bosco”

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Il caso del nuovo impianto divide tutti. Politica spaccata, tifosi furiosi e club indecisi: cosa sta succedendo.

Questo San Siro non s’ha da fare. Se la realizzazione del nuovo stadio di Milano finora era stata un caso, ora è diventata una polemica furente. Che divide la politica, disorienta Inter e Milan e fa infuriare i tifosi. Di fronte alle esitazioni del Comune e dei due club milanesi, iniziano ad aumentare le voci di chi suggerisce di puntare su Sesto San Giovanni. Dove l’amministrazione comunale è da tempo favorevole a ospitare l’impianto. Una posizione condivisa anche da Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e milanista doc (ma anche leader della Lega, lo stesso partito del sindaco di Sesto, Roberto Di Stefano): “Il Comune di Milano ha fatto perdere fin troppo tempo. Nuovo San Siro subito, o si vasa a Sesto“.

Ma come stanno davvero le cose? La situazione è molto più complessa di come sembra. Talmente complessa da dividere anche importanti esponenti della maggioranza di Governo, e di mettere in imbarazzo il sindaco di Milano, Beppe Sala. Che ieri ha parlato delle tempistiche: “La discussione in Consiglio comunale non arriverà prima di un annetto, ora dobbiamo decidere sul dibattito pubblico, il cui risultato arriverà il 18 novembre. A quel punto, i due club dovranno costruire il progetto esecutivo e spiegare meglio come San Siro verrebbe smantellato“. Ed è proprio questa una delle questioni più annose: Inter e Milan sono d’accordo su un progetto comune, ma quale? Abbattere e ricostruire San Siro o riqualificarlo? La prima ipotesi è alquanto complicata.

Un nuovo San Siro entro il 2027, da almeno 65mila posti, potrebbe non arrivare mai. Vittorio Sgarbi, sottosegretario alla Cultura, è pronto a mettere ogni vincolo: “Il Meazza non si tocca, non lo dico io ma la legge. San Siro è del 1926, sarebbe come buttare giù l’Eur a Roma ed è naturalmente vincolato. Ma se dovesse servire un vincolo, lo metterò. Da questo Ministero non arriverà mai alcuna autorizzazione“. Una posizione comune ad un altro esponente della maggioranza di Governo, Fabio Rampelli. “San Siro non può essere abbattuto, è un bene comune, protetto da un vincolo, e non è di proprietà di Sala“, ha spiegato il vicepresidente della Camera.

 

L’impressione è che la politica, locale e nazionale, stia polemizzando sugli interessi di Inter e Milan, ma soprattutto dei loro tifosi. E intanto spunta anche la posizione di Stefano Boeri, che ha lanciato un monito e una proposta. “L’attuale progetto, con il nuovo San Siro a 35 metri dalle case e con il tunnel di via Patroclo, è una follia. Ho provato a spiegarlo ai club ma a loro interessa solo costruire” – spiega il noto architetto – “Lo Stadio Bosco rappresenta il nostro modo di pensare: uno stadio più accogliente, di minore impatto, con una dimensione familiare, più efficiente e meno costoso“.

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