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Fusione nucleare, oggi l’annuncio Usa. Cingolani: “Strada giusta”

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Si attende l’annuncio ufficiale di Joe Biden, mentre gli esperti spiegano perché si tratta di una possibile svolta nel futuro dell’energia. Ma c’è anche chi avverte: “Serviranno molti anni”.

Fusione nucleare, oggi è il giorno dell’annuncio degli Stati Uniti. Il presidente Joe Biden, nelle prossime ore, ufficializzerà il buon esito della produzione di energia netta nei test condotti dal centro di ricerca federale Lawrence Livermore National Laboratory, in California. Con la fusione nucleare, i ricercatori statunitensi sono riusciti a produrre, per la prima volta, più energia di quella impiegata nel processo. Finora, in tutti i test di fusione nucleare, il saldo tra energia prodotta e quella impiegata era sempre stato negativo.

Fusione nucleare, Cingolani: “Strada giusta”

Di questa possibile svolta nel futuro dell’energia ha parlato, in un’intervista all’Huffington Post, anche Roberto Cingolani. “Bisogna leggere bene i dati, in particolare per quanto tempo siano riusciti a produrre energia. Ma la strada non può essere che questa, la fusione nucleare ha molti meno difetti della fissione ed è l’unica fonte di energia veramente pulita per il futuro” – ha spiegato l’ex ministro della Transizione ecologica e ora consulente del Ministero dell’Ambiente – “Al di là dei tempi necessari e delle posizioni ideologiche, questo può essere un passo avanti importante e dimostra che, se si investe, i risultati poi arrivano. Bisogna crederci, con gli investimenti negli Stati Uniti ci possiamo aspettare un’accelerazione anche a livello globale“.

Fusione nucleare, Piero Martin: “Tecnologia più sicura”

La fusione è un processo in cui nuclei molto leggeri, come l’idrogeno o i suoi isotopi, si uniscono. Il risultato dell’unione verrà convertito in elettricità in futuro reattore, senze emissione di CO2 e con combustibili ampiamente disponibili come acqua e litio. E senza scorie radioattive di lunga durata“, spiega il professor Piero Martin, dell’Università di Padova, su La Stampa. Il ricercatore aggiunge poi: “La tecnologia è sicura, a differenza della fissione la fusione avviene in condizioni non critiche, con poco combustibile presente in ogni istante nel reattore e senza perdite di controllo in caso di eventi catastrofici. Il reattore a fusione è come un accendino: se mentre funziona ci cade dalle mani, semplicemente si spegne“.

Fusione nucleare, Tonelli: “Ci vorranno almeno 20 anni”

C’è però chi spegne gli entusiasmi. Come ad esempio il fisico Guido Tonelli, che ha lavorato al Cern di Ginevra. “Il cammino è ancora lungo, ci vorranno almeno 20 anni. Non userei toni trionfalistici, la tecnologia a fusione è molto complicata. Ci lavoriamo dagli anni ’50 e bisogna immaginarla come una corsa a tappe, in cui finché non si arriverà alla fine, potranno esserci accelerazioni ma anche intoppi imprevedibili. Così funziona la ricerca scientifica” – ha spiegato Tonelli al Corriere della Sera – “Nell’ultimo mezzo secolo abbiamo capito come sviluppare la tecnologia per usare eolico e fotovoltaico, conservando l’energia con modalità molto più avanzate. E abbiamo compreso le potenzialità dell’idrogeno. Non ci sono soluzioni salvifiche e non esiste una soluzione unica“.

Fusione nucleare, Barabaschi: “Crisi ambientale più rapida della ricerca”

Poco propenso ad usare toni trionfalistici anche Pietro Barabaschi, fisico italiano che guida Iter, reattore europeo per la fusione nucleare in costruzione a Cadarache, nel Sud della Francia. “La fusione ha difficoltà pazzesche: oggi superiamo per la prima volta il 100%, fino a ieri non avevamo mai ottenuto il 70% dell’energia immessa. Difficilmente vedremo i risultati concreti del nostro lavoro e questo deve farci riflettere: la fusione è importante perché il futuro va lì, ma ci servono alternative rapide ai combustibili fossili. La crisi ambientale va di fretta” – spiega Barabaschi a La Repubblica – “Negli Stati Uniti hanno utilizzato la fusione inerziale, diversa da quella di Iter, dove la fusione avviene per tempi brevissimi, miliardesimi di secondo, con laser potentissimi puntati su bersagli così piccoli che l’energia prodotta è molto bassa“.

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