Perugia, fino al 6 giugno, ospita il XV° Congresso Nazionale sulla Biodiversità. La diversità biologica è un indicatore essenziale per monitorare la salute degli ecosistemi, sempre più minacciati dall’impatto dell’uomo e dal riscaldamento globale. In questi giorni si sta svolgendo un confronto tra mondo della ricerca e istituzioni su studio, conservazione e valorizzazione della biodiversità animale, vegetale e microbica.
A Perugia si sta svolgendo, ed andrà avanti fino al 6 giugno il XV Congresso Nazionale sulla Biodiversità organizzato dal Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali dell’Università degli Studi di Perugia in collaborazione con l’Accademia delle Scienze della Biodiversità Mediterranea (ASBM).
Lo scopo del XV Congresso Nazionale sulla Biodiversità è quello di favorire il confronto tra mondo della ricerca e istituzioni su studio, conservazione e valorizzazione sostenibile della biodiversità animale, vegetale e microbica, promuovendo l’avanzamento delle conoscenze di base e applicate.
Si parte da un concetto, quello che le attività umane hanno causato una significativa perdita di biodiversità, soprattutto negli agro-ecosistemi.
La biodiversità è strategica
Il nuovo millennio ha introdotto opportunità e minacce: progresso scientifico, cambiamenti climatici, consumo di suolo, specie aliene e nuovi patogeni, hanno trasformato la percezione del valore strategico della biodiversità, spingendo verso soluzioni sostenibili.
La diversità biologica è un indicatore essenziale per monitorare la salute degli ecosistemi, sempre più minacciati dall’impatto antropico e dal riscaldamento globale.
La biosfera funziona grazie a reti biologiche resilienti; l’estinzione di specie può compromettere interi ecosistemi.
Cambiamento climatico, perdita di biodiversità e degrado ambientale sono fenomeni interconnessi, con gravi ricadute su stabilità economica, ambientale e sociale.
Lo studio della biodiversità è ormai centrale anche nel settore agroalimentare.
Nonostante esistano 30.000 specie vegetali edibili e 7.000 coltivate, solo 30 sono usate su larga scala, e 5 (riso, frumento, mais, miglio, sorgo) forniscono il 60% del cibo globale.
Tra le 30 specie animali domestiche, 14 coprono il 90% della produzione.
Per quanto riguarda i microrganismi, è noto meno dell’1% della biodiversità totale.
L’obiettivo del XV Congresso Nazionale sulla Biodiversità è rivolto alla promozione e divulgazione delle più recenti conoscenze scientifiche sulla tematica ‘La biodiversità nel XXI secolo: nuovi paradigmi per nuove sfide’.
“La mission – leggiamo in una nota diramata dai promotori del congresso – è quella di fornire risposte alle nuove sfide imposte dal crescente impatto delle attività umane e dei cambiamenti climatici sulla biodiversità animale, vegetale e microbica presente negli ecosistemi naturali, semi-naturali e agrari, suggerendo possibili soluzioni e definendo modelli innovativi di intervento, entrambi finalizzati alla conservazione in-situ ed ex-situ, nonché alla valorizzazione sostenibile, anche alla luce dei principi di economia circolare, in linea con le strategie UE previste all’interno del Green Deal europeo”.
Il XV Congresso Nazionale sulla Biodiversità è inoltre associato alla seconda edizione dell’International Conference on Mediterranean Biodiversity.
In questo contesto, il bacino del Mediterraneo rappresenta non solo un’area ricca di storia, culture e tradizioni, ma anche un complesso di ecosistemi naturali e agrari, una sorta di hotspot di biodiversità vegetale, animale e microbica ancora poco studiato e tutt’ora da valorizzare.
Il programma dei lavori del Congresso è visibile al seguente link: https://perugiabiodiversity2025.com/program


