Dieci lupi morti nel Parco d'Abruzzo: ipotesi avvelenamento

Dieci lupi morti nel Parco d’Abruzzo: ipotesi avvelenamento

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Strage di lupi nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Antonelli (WWF Italia): “Episodio gravissimo”.

Strage di lupi nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. In pochi giorni, lo staff dell’Area Naturale Protetta ha trovato dieci esemplari di Canis lupus morti: cinque ad Alfedena, in provincia de L’Aquila, e cinque a Pescasseroli, sempre in provincia de L’Aquila. Secondo le prime informazioni, gli animali sono stati avvelenati. A confermare la circostanza sarebbero stati alcuni resti recuperati sul territorio e riconducibili a esche letali.

Dopo essere state poste sotto sequestro, le carcasse degli animali sono state messe a disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sulmona per le indagini. Ulteriori accertamenti sui dieci superpredatori morti saranno effettuati dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale”. “Episodi simili rappresentano un segnale allarmante che non può essere né sottovalutato né derubricato a fatto isolato”, hanno commentato i Carabinieri Forestali. Il veleno che avrebbe ucciso i lupi, tra l’altro, potrebbe essere stato ingerito da altri animali, orso bruno marsicano in testa, con possibili conseguenze catastrofiche.

Intanto, gli ambientalisti hanno annunciato una battaglia legale in caso di individuazione dei responsabili del gesto criminale.

Il rinvenimento dei dieci lupi morti nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise è un evento gravissimo. L’ipotesi più accreditata è l’avvelenamento che, a sua volta, rappresenta la forma di bracconaggio più vigliacca, perché gli animali spirano tra atroci sofferenze. Inoltre, le esche tossiche non sterminano soltanto i lupi, come nel caso di specie, ma colpiscono potenzialmente l’intera fauna selvatica. Tra l’altro, questo episodio segue il rinvenimento di due superpredatori decapitati in Toscana soltanto qualche giorno fa. Un vero e proprio clima d’odio contro Canis lupus alimentato da alcune scelte politiche, in primis il declassamento del suo status di protezione da “rigoroso” a “semplice”, già approvato a livello europeo e ora in discussione a livello italiano”, ha dichiarato a TeleAmbiente il Referente Grandi Carnivori del WWF Italia, Marco Antonelli.

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