Acquacoltura Sostenibile: Italia bocciata sul benessere di pesci e molluschi

Acquacoltura Sostenibile: Italia bocciata sul benessere di pesci e molluschi

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Secondo il report “Aquaculture Certification Schemes Benchmark 2026″, la certificazione “Acquacoltura Sostenibile” è tra le peggiori al mondo a causa delle condizioni di allevamento degli animali rinchiusi in ecosistemi sommersi artificiali.

Italia bocciata (anche) sulla tutela del benessere di pesci e molluschi destinati al consumo alimentare. Secondo il report “Aquaculture Certification Schemes Benchmark 2026” dell’Aquatic Life Institute (ALI), la certificazione “Acquacoltura Sostenibile” è tra le peggiori al mondo a causa delle condizioni di allevamento degli animali rinchiusi in ecosistemi sommersi artificiali.

Per il documento nato nel 2020 dalla collaborazione tra il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, l’Associazione Piscicoltori Italiani (A.P.I.) e l’Associazione Mediterranea Acquacoltori (A.M.A.), il punteggio è pari a 2,55 su 10. A decretarlo è l’analisi dei requisiti del benessere animale previsti in 12 schemi di certificazione nazionali e globali e in due agenzie di rating internazionali.

Tra le penalizzazioni più gravi per il nostro Paese, la totale mancanza di riferimenti espliciti sullo stordimento efficace per evitare inutili e prolungate sofferenze a pesci e molluschi. Assente, inoltre, la garanzia di personale specializzato per verificare possibili segni di coscienza degli esseri senzienti prima della macellazione.

“Come denunciamo da anni, nonostante il disciplinare di certificazione “Acquacoltura Sostenibile” nomini più volte il miglioramento del benessere animale, in tutto il documento non ne è presente una definizione chiara“, dichiara la Direttrice Relazioni Istituzionali di Essere Animali, Chiara Caprio.

Proprio per questo l’organizzazione non governativa (ONG) ribadisce la necessità di mettere nero su bianco indicazioni trasparenti per assicurare la dignità di orate, trote, spigole e polpi.

 

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