Germania, trionfa l’estrema destra AfD: il programma sul clima preoccupa l’Europa

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La vittoria del partito Afd nelle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt preoccupa per le possibili ripercussioni sulla traiettoria politica europea. Nel programma prevista uscita dall’accordo di Parigi, riduzioni sussidi alle rinnovabili, opposizione al Green Deal. Sul fronte scuola classi separati per disabili e migranti. 

Domenica 6 settembre il partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD) ha ottenuto il 43,8% dei voti nelle elezioni regionali della Sassonia-Anhalt, stato federato tedesco, risultando di gran lunga il primo partito.

La vittoria dell’AfD non equivale però, almeno per ora, a un governo regionale del partito. Per la maggioranza assoluta servono 42 seggi e l’AfD si è fermata a 39. In ogni caso, si tratta di un risultato storico che probabilmente aprirà la strada al primo governo di estrema destra in Germania dalla Seconda Guerra Mondiale.

Al centro della vittoria c’è Ulrich Siegmund, 35 anni, candidato di punta dell’AfD in Sassonia-Anhalt, e tra i più stretti collaboratori del candidato ci sono ex militanti di un’organizzazione neonazista sciolta dalle autorità.

Siegmund ha già presentato a luglio un programma specifico per i suoi primi 100 giorni che integra il vasto programma elettorale approvato dal partito per la legislatura, una campagna fortemente incentrata su immigrazione, sicurezza, critica alle élite politiche e rifiuto di quella che il partito definisce la politica della Energiewende, la transizione energetica tedesca.

Ma quanto può cambiare la politica energetica e climatica del Paese se l’AfD continuerà a crescere? Sul clima, la risposta del partito è già contenuta nei suoi programmi: meno tasse sulla CO₂, meno rinnovabili incentivate, ritorno al nucleare, opporsi a molte delle politiche climatiche del Green Deal europeo.

A preoccupare i vertici di Bruxelles è il profondo effetto domino geopolitico e il radicale mutamento della traiettoria politica ed economica che questa ascesa potrebbe imprimere all’intera Unione Europea.

“Il trionfo di AFD in Sassonia-Anhalt, cioè dell’estrema destra neonazista, è il frutto avvelenato di un sistema economico fondato sulla concorrenza generalizzata che, nei momenti di crisi, alimenta paura e guerra tra poveri, creando terreno fertile per i fenomeni fascisti. – commenta l’eurodeputata di Avs Ilaria Salis su X – Oggi più che mai, è necessario tornare ad affermare con forza una proposta socialista, democratica e antifascista. Prima che sia troppo tardi, dobbiamo salvare l’Europa dal baratro”.

L’ostilità verso gli stranieri permea tutte le parti del programma. Si promette un’”offensiva di espulsioni e di remigrazione“. Sarà abolito il diritto costituzionale all’asilo e ripristinato lo ius sanguinis.

La polizia sarà affiancata dalla “guardia civica di volontari”, definiti come gli “eroi del quotidiano”, idee che sembrano ispirarsi all’Ice americana. Il manifesto si esprime, inoltre, contro le “deviazioni sessuali”, gli “stili di vita non riproduttivi” e i “modelli sessuali aberranti”, definendo una “famiglia intatta, quella composta da madre, padre e figli la condizione migliore per uno sviluppo infantile sano”.

L’AfD vuole uscire dall’Accordo di Parigi sul clima

L’AfD vuole uscire dall’Accordo di Parigi sul clima perché considera le politiche di transizione ecologica un danno economico per la Germania. Nel programma federale del partito, l’AfD mette in discussione la politica climatica basata sulla riduzione delle emissioni e sostiene una radicale inversione di rotta. Il partito contesta, inoltre, l’idea che le politiche di decarbonizzazione debbano guidare la trasformazione dell’economia tedesca.

Nel proprio programma sostiene che il cambiamento climatico sia un fenomeno complesso e mette in discussione il ruolo delle attività umane nel riscaldamento globale.

Il partito sostiene, inoltre, che le fonti rinnovabili non dovrebbero beneficiare dell’attuale sistema di sussidi e di priorità nella rete elettrica. Secondo l’AfD, gli impianti eolici e solari dovrebbero dimostrare la propria sostenibilità economica e ambientale senza essere sostenuti dallo Stato. L’AfD ritiene che le turbine possano avere conseguenze negative sul paesaggio e sulla fauna e sostiene da tempo una forte limitazione della loro espansione. Lo stesso ragionamento viene applicato agli impianti fotovoltaici realizzati su terreni agricoli o aree libere.

Il paradosso è che l’AfD non sostiene di essere contraria alla tutela dell’ambiente, anzi: il partito presenta molte delle proprie critiche alle rinnovabili proprio come una battaglia per proteggere natura, fauna, paesaggio e territorio.

L’AfD vuole prolungare la vita delle centrali a carbone e non considera necessario procedere con l’uscita dal carbone secondo le tempistiche previste dalle attuali politiche tedesche. Nel programma per la Sassonia-Anhalt, Siegmund propone esplicitamente di mantenere l’attività carbonifera oltre il 2038.

Dal punto di vista della politica climatica, questo rappresenta uno dei passaggi più significativi: mantenere più a lungo il carbone significa mantenere una fonte energetica ad alte emissioni di CO₂, in aperto contrasto con una strategia fondata sulla rapida decarbonizzazione.

Il modello enegertico proposto dall’Afd è un mix energetico nel quale nucleare, carbone e gas mantengono un ruolo significativo, mentre eolico e solare vengono fortemente ridimensionati.

Un altro bersaglio centrale dell’AfD è la politica europea sul clima. Il partito è contrario al Green Deal europeo e considera molte delle misure climatiche dell’UE un esempio di eccessiva regolamentazione e intervento dello Stato nell’economia.

L’AfD vuole, inoltre, eliminare la tassa sulla CO₂ e ridurre la pressione fiscale sull’energia. Secondo il partito, queste misure rendono l’elettricità e l’energia troppo costose per famiglie e imprese e danneggiano soprattutto l’industria tedesca.

Se si prendono insieme tutte queste proposte, emerge una strategia bene evidente: un rallentamento della transizione energetica rispetto alla traiettoria attuale.

Scuole, il programma di AfD prevede classi separate per migranti e disabili 

Il programma scolastico del partito di estrema destra solleva un forte allarme tra educatori, famiglie ed esperti. Le proposte mirano a smantellare il modello di scuola inclusiva attuale.

Tra i punti più discussi del programma c’è la segregazione scolastica per i portatori di handicap e per i figli dei migranti richiedenti asilo e i rifugiati.

AfD vuole sostituire l’istruzione obbligatoria con un obbligo educativo che apra spazio a formule di insegnamento a casa, porre fine all’attuale modello di inclusione degli alunni con bisogni speciali e rafforzare le scuole specifiche. Propone anche di limitare l’uso di dispositivi digitali nella scuola primaria e di vietare i telefoni cellulari fino al decimo anno.

Per i bambini di famiglie rifugiate propone classi separate. Il programma prevede anche di mantenere l’insegnamento del russo e in storia e cultura, il partito vuole rafforzare un’identità nazionale tedesca nell’insegnamento. La sezione locale del partito ha, infatti, proposto formalmente la cancellazione o la riduzione del sostegno ai viaggi scolastici verso i memoriali dei crimini nazisti, inclusi i vecchi campi di concentramento.

L’AfD propone di sostituire o controbilanciare la memoria storica con iniziative volte a stimolare il patriottismo, premiando gli studenti che visitano luoghi legati esclusivamente alla grandezza culturale o identitaria tedesca.

 

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