L’identità del Paese attraverso il cibo, le tutela delle aree rurali e l’agricoltura. Durante la seconda giornata della IX Assemblea elettiva nazionale del Cia – Agricoltori Italiani, dal 6 all’8 maggio presso l’Auditorium Antonianum a Roma, il convegno “Agricoltori custodi di territorio, custodi di futuro” ha evidenziato la forza delle comunità agricole italiane.
Servizio di Silvia Becattini, riprese di Mariaelena Leggieri.
“Agricoltori custodi di territorio, custodi di futuro”. Con questo slogan, Cia – Agricoltori Italiani apre le porte della sua IX Assemblea elettiva nazionale che si è tenuta a Roma, all’Auditorium Antonianum che ha visto la conferma all’unanimità di Cristiano Fini come presidente nazionale.
La seconda delle tre giornate ha visto sul palco autorevoli rappresentanti delle istituzioni e protagonisti di primo piano del mondo dell’economia, della cultura e dello sport. Al centro dei lavori la forza delle comunità agricole e il valore delle aree rurali, il ruolo strategico del cibo come identità del Paese e le prospettive del settore in Italia e in Europa.
“Viviamo giorni complessi, la guerra nel Golfo e la crisi dello stretto di Hormuz comprimono rotte e approvvigionamenti facendo lievitare i costi dell’energia, dei fertilizzanti della logistica e della distribuzione. Sono tensioni che mettono sotto pressione tutta la filiera. Ne siamo consapevoli col ministro Lollobrigida, con il quale abbiamo previsto riunioni importanti e significative che si svolgeranno nei prossimi giorni qui al nostro dicastero. Malgrado ciò, l’agroalimentare italiano resta un pilastro di eccellenza e una leva strategica per crescita e sicurezza nazionale”, le parole del ministro delle Imprese Adolfo Urso che è intervenuto con un video messaggio.
“Noi abbiamo dato l’esempio in Europa, abbiamo investito più di ogni altro governo sull’agricoltura. In questi anni, rispetto agli altri governi repubblicani, ma anche rispetto alle altre nazioni europee. Abbiamo lottato e ottenuto un risultato fondamentale, quello di fermare l’idiozia del taglio del 22% della Politica Agricola Comune, che purtroppo era un dato che veniva dato quasi per acclarato a luglio dello scorso anno. L’Italia per la prima volta ottiene il recupero dei 9 miliardi che ci erano stati tolti e ne aggiunge uno. Non era mai accaduto dal 1962, cioè dall’istituzione della Politica Agricola Comune”, ha spiegato a TeleAmbiente Francesco Lollobrigida, Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare.
“Abbiamo investito oltre 16 miliardi del Ministero dell’Agricoltura a cui si aggiungono altri interventi, pensate alla sicurezza sul lavoro – ha aggiunto Lollobrigida. – Abbiamo quadruplicato i fondi del bando ISI INAIL che garantisce macchine agricole più sostenibili, più produttive, più sicure ai nostri agricoltori. In Europa bisogna cambiare passo, perché le chiacchiere vanno bene se seguono poi i fatti”.
“La forza del Paese è data dalla condizione di sicurezza. Diciamo che la sicurezza alimentare è la prima sicurezza. Io mi occupo di sicurezza energetica e insieme sono elementi fondamentali per dire ‘siamo noi’, altrimenti corriamo il rischio di dipendere sempre dagli altri”, ha dichiarato a TeleAmbiente Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.
“Quando si dipende dagli altri si può goderne in certi periodi ma poi arrivano periodi, come quello che stiamo vivendo, dove due guerre, una che dura da quattro anni e l’altra speriamo che finisca in fretta, stanno portando conseguenze su tutte le nostre imprese e sui nostri cittadini”, ha concluso Pichetto Fratin.
Convegno agricoltori Cia: 9 italiani su 10 temono le frane
Nel corso del convegno è stata presentata l’indagine Cia Trend “Coltivare sicurezza, Attrarre il Futuro”, elaborata dall’Ufficio studi dell’organizzazione.
I quattro assi strategici del sondaggio – innovazione, territorio, sostenibilità climatica e Made in Italy – hanno delineato il pensiero degli italiani sul ruolo dell’agricoltura per il Paese. A preoccupare gli intervistati è l’abbandono delle aree agricole: l’89% lo considera un fattore di rischio rilevante nell’aumento del rischio di frane e alluvioni.
Inoltre, gli agricoltori sono ritenuti essenziali per la sicurezza del territorio. Tra le ragioni principali ci sono la manutenzione del suolo (58%), la cura attiva del paesaggio (54%), il presidio quotidiano delle aree fragili (42%).
Il consenso nei confronti dell’importanza della categoria attraversa tutte le età, anche se con intensità crescente: tra i 55 anni e oltre, il 67% approva il sostegno economico pubblico agli agricoltori in quanto custodi del territorio. Tra i 18-24 anni, si scende al 29%.
“Questi dati ci dicono che gli italiani capiscono il ruolo dell’agricoltura – ha detto il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini – La difesa delle aree interne non è una battaglia per pochi: riguarda l’intero Paese, la sua identità, la sua sicurezza, il suo futuro. Per questo chiediamo che l’agricoltore venga riconosciuto come manager del territorio, remunerato anche per i servizi che eroga alla collettività: manutenzione idrogeologica, presidio ambientale, cura del paesaggio”.


