Le imprenditrici agricole si mostrano grazie al progetto Agrinet4women presentato nella sede di Confagricoltura, a Roma.
Si tratta di un progetto sostenuto dalla Commissione europea per esplorare i temi della Politica Agricola Comune (Pac).
In Italia le imprenditrici agricole incontrano ancora molti ostacoli che impediscono il moltiplicarsi di lavoratrici che scelgono questo settore, primo tra tutti il peso del lavoro di cura che grava interamente sulle donne. Per questo la Commissione sostiene il superamento di questo divario tra Italia ed Europa. Agrinet4women ha permesso di raccontare le storie di successo di otto imprenditrici italiane che hanno scelto l’agricoltura come mestiere.
Alessandra Oddi Baglioni, Presidente di Confagricoltura Donna, ha spiegato le ragioni del coinvolgimento dell’associazione nel progetto: “Confagricoltura Donna ha voluto aderire a questo progetto proprio per mostrare al mondo che le donne che lavorano nel mondo agricolo sono diverse da quello che uno si immagina, ossia giovani, innovative, piene di idee e pronti ad affrontare le tematiche che l’Europa ci presenta in questo momento.”
Qual è il consiglio che possiamo dare a una giovane donna che vorrebbe iniziare un percorso di questo tipo ma ha ancora delle remore culturali? “Fare rete, perché da sole non ce se la fa. Il mondo è troppo complicato, le regole sono tante, quindi appoggiarsi ad
un’associazione di settore, a un sindacato, sentire quello che hanno fatto le altre donne e non pensare di potercela fare da sola”.
L’eurodeputata Mariateresa Vivaldini, ha partecipato al convegno ed ha ribadito l’importanza che uno strumento come la Pac contempli strumenti pensati per le donne che vogliono intraprendere questa carriera: “La PAC è uno strumento importantissimo per l’agricoltura. Innanzitutto speriamo che non diminuisca, perché siamo passati dall’80% al 50% e poi al 30% del totale del bilancio dell’Europa. Quindi è importantissimo che i fondi restino lì, che non sia accorpata ad un fondo unico e soprattutto che abbia anche un adeguamento con l’inflazione per dare un reddito equo agli agricoltori. E poi le donne. Nella PAC si parla di giovani, quindi donne giovani, ma delle donne anche non
più giovani che vogliono proseguire l’attività, vogliono continuare a gestire un’azienda, è importante.”
“Noi- continua Vivaldini- abbiamo bisogno che ci siano interventi per quanto riguarda la conciliazione dei tempi, perché le donne devono dividersi fra la famiglia e il lavoro. Quindi non abbiamo bisogno solo di contributi, ma anche di servizi. Soprattutto magari nei posti un po’ più spopolati, nei paesi piccoli, dove mancano i servizi e dove quindi una donna preferisce e non preferisce, magari vorrebbe rimanere in agricoltura, ma non ha i servizi che possono aiutarla. Quindi lo Stato deve pensare anche questo e l’Europa deve prevedere queste misure anche nella PAC.”


