Allevamenti intensivi e crisi climatica: in sei anni morti 15 milioni di animali

Allevamenti intensivi e crisi climatica: in sei anni morti 15 milioni di animali

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Secondo un report di Compassion in World Farming (CIWF), 15.000.000 di animali detenuti negli allevamenti intensivi sono morti negli ultimi sei anni a causa di alluvioni, ondate di calore e tifoni.

Conigli reclusi in gabbie anguste, galline sofferenti a causa di disturbi neurologici non curati e maiali colpiti con bastoni. Ogni giorno gli animali imprigionati negli allevamenti intensivi subiscono maltrattamenti, umiliazioni e violenze. Orrori che, nonostante le denunce degli attivisti per i diritti del bestiame destinato alle aziende alimentari, sembrano non avere fine.

Ad aggravare la situazione sono, tra le altre cose, gli eventi climatici estremi sempre più frequenti. Già, perché soltanto negli ultimi sei anni almeno 15.000.000 di animali segregati nelle industrie zootecniche sono morti a causa di alluvioni, ondate di calore e tifoni. Numeri destinati ad aumentare esponenzialmente, tra l’altro, senza reali politiche green a salvaguardia del benessere di bovini, ovini, suini e polli. Ad affermarlo è il report “Climate Doom Loop: Factory Farming’s Toll on Animals, Farmers and Food” pubblicato da Compassion in World Farming (CIWF), in occasione della Bonn Climate Change Conference, in Germania, dal 16 al 26 giugno 2025.

Tra gli esempi citati nel documento, anche l’alluvione in Emilia-Romagna di maggio 2023 con oltre 5.000 allevamenti intensivi finiti sott’acqua assieme a capre, maiali e polli. Coinvolti perfino 45.000 alveari con intere popolazioni di api azzerate. Ancora incalcolabili i danni economici del disastro, nonostante una stima compresa tra i 300.000.000 e i 400.000.000 di euro. Casi analoghi anche in Brasile, in Francia, nei Paesi Bassi, negli Stati Uniti d’America e in Vietnam.

Chiudere gli allevamenti intensivi considerati tra i maggiori produttori di emissioni climalteranti e mangiare meno carne, meno pesce e meno uova e più legumi, più frutta e più verdura, oggi più che mai, diventano una necessità non più rinviabile per contribuire alla salvezza del pianeta Terra.

Allevamenti intensivi e crisi climatica, ecco il documentario “Food for Profit” di Giulia Innocenzi

Si intitola “Food for Profit” il docufilm della giornalista Giulia Innocenzi su contraddizioni e orrori degli allevamenti intensivi in Europa. L’inchiesta realizzata in collaborazione con il regista Pablo D’Ambrosi e con la Lega Antivivisezione (LAV) è stata presentata in anteprima internazionale al Parlamento Europeo nel 2024. Un lavoro durato ben cinque anni tra immagini choccanti e testimonianze sottocopertura per svelare il vero volto dell’industria della carne nel Vecchio Continente. Già, perché l’Unione Europea prima promuove il Green Deal, cioè la transizione ecologica verso un pianeta Terra più sostenibile, e poi finanzia gli allevamenti intensivi con quasi il 20% del suo budget.

Un intreccio tra lobby zootecniche e politica, dunque, ma anche una vera e propria incoerenza soprattutto perché le strutture solite detenere maiali, mucche e polli inquinano, e non poco. Eppure, secondo “Food for Profit”, gli affari, cioè i soldi, sono più importanti del benessere degli animali, della salute umana, della salvezza del Globo. “Tra gli altri Paesi pronti a mostrare l’inchiesta, Australia, Belgio, Lussemburgo, Olanda e Taiwan“, aveva dichiarato a Teleambiente Giulia Innocenzi.

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