La biologa e ricercatrice Emanuela Evangelista ha raccontato i suoi 23 anni di vita in Amazzonia nel suo ultimo libro che è reportage di viaggio ma anche saggio sullo stato di salute della foresta
Raccontare l’Amazzonia, il dramma della deforestazione ma anche le lotte delle popolazioni indigene per la riappropriazione della terra. È quello che ha voluto fare Emanuela Evangelista, biologa, ricercatrice e abitante dell’Amazzonia da più di 20 anni nel suo libro “Amazzonia, una vita nel cuore della foresta”, Edizioni Laterza.
Un volume che è allo stesso tempo un reportage di viaggio e un saggio sullo stato di salute del polmone verde della Terra ma anche sulla vita quotidiana da quelle parti. Evangelista lo fa dopo un’esperienza pluriennale di vita e ricerca, come ha spiegato in un’intervista a TeleAmbiente.
“In Amazzonia ci sono arrivata 24 anni fa per una ricerca scientifica che poi è diventata la mia tesi di laurea sulla lontra gigante, un mammifera minacciato di estinzione. Poi da quella esperienza ne sono nate altre e il mio interesse negli anni si è ampliato: non più solo scientifico ma anche sociale”, ha spiegato l’autrice.
Un libro che diventa necessario se si vuole capire da vicino il dramma che sta vivendo la più grande foresta della Terra e che – spiega l’autrice – dovrebbe interessarci perché le conseguenze di ciò che accade lì le paghiamo anche noi.
A confermare quanto detto da Emanuela Evangelista ci pensa la scienza. Alcuni studi hanno dimostrato che il 75% della foresta amazzonica non è più in grado di rigenerarsi dagli stress climatici. Questo accade soprattutto nelle zone più secche e in quelle dove l’attività umana è più intensa. E dunque nel giro di 30-40 anni quel miracolo di biodiversità che è la foresta amazzonica potrebbe trasformarsi in una savana. Un’altra ricerca dimostra, invece, che la deforestazione dell’Amazzonia scombussola il clima non solo localmente, ma anche a centinaia di chilometri di distanza. Insomma, anche qui da noi.


