Nella Giornata mondiale dell’ippopotamo, le associazioni ambientaliste invitano a tutelare ancora di più il re degli ecosistemi umidi africani a rischio di estinzione a causa della distruzione degli habitat.
Così grande, eppure, così fragile. Anche se l’ippopotamo è il terzo mammifero terrestre più grande al mondo dopo l’elefante e il rinoceronte, la sua sopravvivenza è ormai appesa a un filo. A minacciare l’animale sono il bracconaggio, la distruzione degli habitat a causa dei cambiamenti climatici e i conflitti con l’uomo. Ed è proprio per questo che oggi, Giornata mondiale dell’ippopotamo, le associazioni ambientaliste invitano a riflettere sul re degli ecosistemi umidi africani. Già, perché questo cavallo di fiume è stato inserito tra le specie “vulnerabili” della Lista Rossa dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN).
Oltre a trascorrere quasi 20 ore al giorno in paludi e ruscelli, l’ippopotamo è un animale aggressivo. Solo qualche mese fa, vicino al Lago Edward, nella Repubblica dell’Uganda, un possente mammifero aveva sputato vivo un bambino di due anni dopo averlo ingoiato. Eppure, nonostante il suo caratteraccio, il cavallo di fiume ghiotto di erba, amante della notte e solito vivere fino a 50 anni è fondamentale per la conservazione della vita sul pianeta Terra.
It’s #WorldHippoDay! 🦛 Did you know #hippos have been classed as a Vulnerable species by @redlisteco?
A key threat to hippos is habitat loss, caused by an increase in urban areas 🏙️. How can we protect #biodiversity in a world with 10 billion people?
⬇https://t.co/xg81tRwibc pic.twitter.com/yBZV4V5CZD
— Science for Environment Policy (@SfEP) February 15, 2023


