Secondo uno studio pubblicato sulla rivista “Science”, ogni anno ben 80 milioni di pescecani muoiono a causa della pesca intensiva. WWF: “L’Italia è uno dei maggiori consumatori di carne di squalo”.
Sempre meno squali in mari e oceani a causa della pesca intensiva. A lanciare l’allarme è stato uno studio della Dalhousie University, in Canada, dopo avere analizzato le tendenze della mortalità dei pescecani in 150 Paesi. Secondo la ricerca pubblicata sulla rivista “Science“, gli animali morti nel 2012 a causa delle catture accidentali sono stati 76 milioni. Soltanto sette anni dopo, nel 2019, gli esemplari vittime della pesca intensiva sono stati 80 milioni. Un aumento del 5% che – oltre a farci riflettere sul disastro arrecato ai danni del pianeta Blu – lancia un vero e proprio allarme sul futuro degli squali.
New research from Oceana Science Advisor @cbcoceansguy reinforces the urgent need for better global management of sharks! The study reveals that shark overfishing continues to be a substantial threat & calls for more to be done to address it. Read: https://t.co/0N1MAq0JrD pic.twitter.com/mSZE4gPDkQ
— Oceana (@oceana) January 11, 2024
Secondo gli ambientalisti, gli animali dai denti taglienti finiscono perfino nei nostri piatti. “L’Italia è uno dei maggiori consumatori di carne di squalo“, ha commentato Giulia Prato, Responsabile Mare del WWF Italia. Ed ecco perché, oggi più che mai, la salvaguardia dei pescecani considerati preziosi alleati nella conservazione della vita negli ecosistemi sommersi deve diventare una priorità.
La strage degli #squali
Sono circa 80 milioni quelli uccisi ogni anno
da una #pesca eccessiva e fuori controllo che deve assolutamente essere normata e limitata
Lo studio pubblicato su #Sciencehttps://t.co/gaFW8aCxfp pic.twitter.com/8bPRLXwa7u— wwfitalia (@WWFitalia) January 12, 2024


