In Italia è possibile adottare gli animali utilizzati nella sperimentazione medica una volta terminato il loro utilizzo nei laboratori. Una Onlus ha spiegato a TeleAmbiente cosa bisogna fare e quali sono le regole.
In Italia ogni anno vengono utilizzati nella ricerca medica circa 550mila animali. Principalmente piccoli roditori – come ratti e topi – ma anche animali più grandi come criceti, porcellini d’India e conigli.
La legge italiana da qualche anno prevede che tutti questi animali – una volta terminato il loro utilizzo nella sperimentazione – possano essere adottati da famiglie volenterose di dar loro una nuova vita per riprendersi dalle condizioni – di sicuro non ottimali – in cui hanno vissuto nei laboratori.
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Animali da laboratorio, come adottarli
Stefano Martinelli, della Onlus La Collina dei conigli, ha spiegato a TeleAmbiente che prima di poter affidare gli animali a nuove famiglie è necessario che questi vengano presi in carica da una struttura – come quella di cui fa parte – che deve preoccuparsi di accompagnare questi animali dalla loro vita di animali da laboratorio verso una vita da animali da compagnia.
“Questa possibilità – spiega Martinelli a TeleAmbiente – è prevista per tutti gli animali che vengono utilizzati in tutti i laboratori. Ma in realtà sono pochi i laboratori che la applicano. Dei pochi animali che restano vivi alla fine delle sperimentazioni, solo per pochi i laboratori si preoccupano di collocarli presso qualcuno che li possa accompagnare verso l’adozione”.
I principali animali che vengono affidati alle cure della Collina dei conigli che poi cercherà loro una nuova casa sono criceti, conigli, porcellini d’India, ratti e topi. “In questi ultimi casi – spiega Martinelli – ci sono ancora difficoltà per la collocazione nelle famiglie”.
Prima di adottare uno di questi animali, i centri come La Collina dei conigli devono comprendere se sussistono le condizioni familiari e quale specie è più adatta a ogni famiglia.
In ogni caso è necessaria un colloquio preventivo, anche telefonico, da concordare contattando il centro sulle pagine social o tramite il sito internet. E per chi non ha spazio o la possibilità sono previste anche adozioni a distanza.
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