Gli insetti impollinatori, essenziali per l’equilibrio ambientale e per la biodiversità, sempre più minacciati.
Le api sempre più minacciate. Emergono infatti nuovi elementi che mettono a rischio la loro sopravvivenza. Il primo è l’ambiente urbano, in particolare il cemento e il calore, come dimostra uno studio dell’Università di Milano-Bicocca, che ha usato come laboratorio a cielo aperto tutta l’area metropolitana del capoluogo lombardo. I ricercatori hanno studiato l’effetto dell’urbanizzazione del paesaggio e del clima sulle api, sulle risorse floreali a loro disposizione e sul polline che trasportano sui loro corpi. I campioni sono stati raccolti in 40 diversi siti, dalle aree rurali a quelle più urbanizzate. La presenza delle api si concentra soprattutto nelle aree semi-urbane o agricole, dove c’è meno cemento e dove la temperatura è meno alta.
Api, i rischi dell’ambiente urbano
Lo studio, pubblicato sul Journal of Applied Ecology, dimostra anche che nelle aree cementificate il polline trasportato dagli insetti è sempre meno vario, cioè deriva da un numero sempre più ridotto di specie di piante. A Milano città il polline proviene soprattutto da piante esotiche e ornamentali e le aree con maggior presenza di api sono il Parco Nord, il Parco Segantini e la Collina dei Ciliegi in zona Bicocca. In provincia, invece, la presenza di api si concentra a Cesano Boscone, Cuggiono, San Bovio e Vimodrone.
Api, i rischi delle microplastiche
A mettere a rischio le api ci sono poi anche le microplastiche (in particolare il polietilene). Uno studio dell’Università di Firenze, pubblicato su Environmental Pollution, ha infatti dimostrato che nelle api operaie le microplastiche possono influenzare sensibilmente i comportamenti alimentari. I ricercatori, coordinati da David Baracchi, hanno testato il polietilene somministrandolo agli insetti per via orale, a tre diverse concentrazioni e su varie scale temporali. La buona notizia è che la mortalità si registra in modo significativo solo per la concentrazione più alta utilizzata nello studio, sensibilmente maggiore rispetto ai livelli ambientali delle microplastiche. Quella cattiva, però, è che dosi più basse bastano comunque ad alterare il metabolismo degli insetti impollinatori. Più rassicuranti i dati sull’esposizione alle microplastiche per quanto riguardano invece gli aspetti comportamentali e quelli cognitivi, essenziali per i servizi ecosistemici svolti dalle api.


