Artonauti, le figurine dell'arte che uniscono il gioco all'apprendimento

Artonauti, le figurine dell’arte che uniscono il gioco all’apprendimento

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Figurine che avvicinano i bambini e non solo all’arte e alle discipline che la incontrano. L’idea de “Gli Artonauti” raccontata da Daniela Re, co-founder del progetto.

Ale, Morgana e il cane Argo sono i protagonisti degli album di figurine “Gli Artonauti”, un progetto nato dall’idea di Daniela Re e Marco Tatarella. Ogni album è un viaggio tra l’arte e le materie che la intrecciano come la storia, la geografia, la scienza. Proprio la scienza è protagonista dell’edizione di quest’anno, in un viaggio alla scoperta delle straordinarie sorprese dell’ingegno umano. Ale e Morgana conosceranno Eureka, un’intelligenza artificiale e con lei scopriranno le migliori opere d’ingegno umano realizzate nei secoli.

Daniela Re, co-founder di Argonauti ci ha raccontato la nascita delle figurine dell’arte: “Lavoravo come insegnante a scuola e tutte le settimane portavo i bambini a vedere un quadro al museo del Novecento, a Milano. Piano piano vedevo come i bambini si appassionavano. Così una sera tornando a casa dissi a mio marito, che fa l’editore, perché non creiamo un prodotto che vada incontro ai bambini, cioè che li avvicini al mondo dell’arte attraverso un gioco facile come quello delle figurine?”

La bellezza dell’arte che, attraverso le figurine, si avvicina sia ai grandi che ai piccini. Soprattutto per i bambini, le figurine sono utili come gioco sociale: “Siamo convinti che l’apprendimento avvenga attraverso il corpo, le mani. I bambini devono giocare, esplorare, scoprire. Le figurine hanno un vantaggio, quello di essere un gioco sociale. In un’epoca in cui stanno davanti ad un device, che avrà anche i suoi vantaggi, ma non ha il vantaggio di rendere sociale quella che è un’attività puramente sociale, ovvero il gioco.” conclude Re.

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