Il punto di Marco Casini (segretario generale AUBAC): “Un momento cruciale per la Regione e per il Distretto, perché gli strumenti attualmente vigenti sono troppo frammentati e non consentono una gestione del territorio al passo con i tempi”.
Si è tenuta a Roma, presso la Sala Tirreno della Regione Lazio, la conferenza programmatica dedicata ai nuovi progetti del Piano di Bacino Stralcio per l’Assetto Idrogeologico del Distretto Idrografico dell’Appennino Centrale (PAI Distrettuale Idraulico e PAI Distrettuale Frane). A presentare i progetti è stata l’AUBAC – Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale, nella figura del segretario generale Marco Casini. Il tema è molto importante perché i PAI consentono una risposta più semplice ed efficace di fronte al rischio idraulico e idrogeologico, con particolare attenzione ai fenomeni franosi, nel territorio del Lazio.
“Un appuntamento di grande importanza, quello dedicato alla presentazione dei due progetti di PAI Distrettuale relativi alle frane e alla parte idraulica. Un momento epocale per la Regione e per tutto il Distretto, perché l’obiettivo è di superare la frammentazione degli strumenti vigenti, che nella Regione sono ben sei, e che non consente una gestione del territorio al passo con i tempi. L’obiettivo di oggi è quello di conoscere, di prevenire, di introdurre norme semplici che possano consentire lo sviluppo del territorio in piena sicurezza” – ha spiegato Marco Casini – “Il passaggio ai PAI Distrettuali ha proprio questo obiettivo, e cioè avere finalmente una conoscenza unificata e omogenea del territorio in tutte le sue parti e regole certe e semplici da applicare su tutto il Distretto. Un passaggio di grande rilevanza che si concluderà verso il prossimo febbraio, quando finalmente le nuove norme entreranno in vigore, con un vantaggio per tutti i cittadini“.
“Il rischio idrogeologico e idraulico rappresenta una sfida concreta per il territorio del Lazio compreso nel Distretto dell’Appennino Centrale: oltre 15 mila frane interessano circa il 5% della superficie e coinvolgono più di 100 mila persone, mentre le aree a rischio idraulico coprono il 6% del territorio e mettono potenzialmente a rischio più di 400 mila residenti” – ha poi aggiunto il segretario generale dell’AUBAC – “Questi numeri confermano la necessità di investire in prevenzione, monitoraggio e gestione integrata per garantire sicurezza e resilienza alle comunità locali. Oggi nel Lazio sono in vigore cinque diversi Piani di Assetto Idrogeologico, una frammentazione che rende complessa una gestione coordinata del rischio. La definizione di un PAI Distrettuale integrato rappresenta un passaggio essenziale: consentirà di armonizzare strategie, semplificare le procedure e rafforzare l’efficacia delle azioni a tutela del territorio e delle persone esposte a frane e alluvioni“.


