La Basilicata sta affrontando una grave crisi idrica, con 29 comuni, tra cui Potenza, e 140.000 persone colpite. La diga della Camastra, principale fonte d’acqua per la regione, è quasi prosciugata, a causa della siccità e di infrastrutture inadeguate. La rete idrica perde il 70% dell’acqua, aggravando ulteriormente la situazione.
La Basilicata sta vivendo una delle crisi idriche più importanti della sua storia. Centoquarantamila persone e 29 comuni, tra cui il capoluogo di regione Potenza, sono praticamente lasciati a secco. Con l’acqua che sgorga dai rubinetti solo per qualche ora al giorno.
Il motivo? La diga della Camastra, dalla quale dipendono i 29 comuni lucani, è ormai praticamente prosciugata. E se da una parte l’invaso è in secca perché piove sempre meno (la siccità è una delle conseguenze della crisi climatica in corso), dall’altra il problema è legato anche alle infrastrutture colabrodo. La Basilicata, infatti, deve fare i conti con il 70 per cento di perdite idriche nella rete infrastrutturale.
Crisi idrica in Basilicata
“Le interruzioni del servizio idrico sono di circa 10 ore, con acqua mancante nelle abitazioni dalle 19:00 fino alle 7:00 del giorno successivo. In alcuni momenti si è ridotto ulteriormente il tempo di erogazione, ma, complessivamente, le abitazioni hanno sempre avuto acqua, almeno per gran parte della giornata”, ha spiegato a Quo Vadis su TeleAmbiente Francesco Santopietro, Sindaco di Vaglio Basilicata in provincia di Potenza.
Secondo il sindaco lucano, uno dei motivi che non hanno portato nel frattempo alla risoluzione dell’emergenza sta in un problema di comunicazione.
“C’è stato però un piccolo cortocircuito nella comunicazione da parte delle istituzioni – ha spiegato il sindaco Francesco Santopietro -. Nel tentativo di trovare rapidamente delle soluzioni, alcuni passaggi sono stati saltati. La mancanza di informazioni ha generato dinamiche di paura nella popolazione, preoccupata per la manutenzione della rete, per la qualità dell’acqua e per il fatto che non fossero state realizzate alcune opere necessarie”.
“Per fronteggiare l’emergenza, è stato utilizzato come fonte d’acqua il fiume Basento, che attraversa la Basilicata e passa vicino alla diga della Camastra. Nonostante i dubbi iniziali, le analisi condotte dall’Acquedotto Lucano, dall’Arpa Basilicata e, più recentemente, dalla magistratura, con un laboratorio esterno della Regione Puglia, hanno confermato che l’acqua è potabile”, ha poi aggiunto.
Crisi idrica in Basilicata tra infrastrutture colabrodo e cambiamento climatico
Secondo il sindaco del comune lucano, una risoluzione al problema potrebbe arrivare nel caso le piogge e la neve arrivino in quantità importante nei prossimi giorni. “Speriamo possano contribuire a risolvere il problema, ma il cambiamento climatico ha messo in luce mancanze che risalgono a molti anni fa”
Il problema principale della diga della Camastra è che è isolata rispetto agli altri impianti regionali. A questo bisogno aggiungere che molte dighe della regione non sono collaudate, quindi non possono contenere più di una certa quantità di acqua.
Se da una parte c’è il problema delle infrastrutture che perdono acqua (letteralmente) da tutte le parti, dall’altra la situazione è peggiorata dall’ondata di siccità che sta colpendo ormai da mesi le regioni meridionali del nostro Paese. Una conseguenza diretta della crisi climatica in corso.
“Tutta questa situazione si è aggravata con il cambiamento climatico, la riduzione delle sorgenti e la siccità che dura da mesi, con temperature sempre più alte. In passato, pur essendoci il problema della scarsità d’acqua, non ci siamo mai accorti della sua gravità grazie alla quantità di risorsa disponibile”, aggiunge il sindaco che poi conclude con un appello ai cittadini.
“Dobbiamo essere più responsabili nell’uso dell’acqua, evitando di considerarla una risorsa infinita, come è successo in passato. Purtroppo, non è così”.
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