Il punto e le proposte di Riccardo Masini, responsabile nazionale CNA Costruzioni, sul momento che sta attraversando il settore edilizio.
Con il Superbonus depotenziato e senza i meccanismi di cessione del credito e dello sconto in fattura, il settore edilizio, dopo il boom degli scorsi anni, rischia una seria crisi. Restano disponibili altri bonus edilizi per diversi tipi di interventi, ma la scadenza del 31 dicembre 2024 appare fin troppo vicina. “Penso un po’ a tutti i bonus, ma soprattutto al Sismabonus, che prevede interventi dai tempi di realizzazione abbastanza lunghi. Per questo, gli utenti, i progettisti e le imprese devono stare molto attenti a una scadenza abbastanza prossima” – spiega Riccardo Masini, responsabile nazionale della Confederazione Nazionale dell’artigianato e della Piccola e Media Impresa (CNA) Costruzioni – “Noi ci aspettiamo che il governo decida di convocare tutte le associazioni di categoria per rivedere il sistema dei bonus edilizi, anche alla luce della revisione della direttiva sull’efficientamento energetico degli edifici, che aspettiamo. Ci auguriamo una scelta per una prospettiva di medio-lungo termine sugli incentivi in edilizia“.
C’è poi il problema dei crediti incagliati, che interessa soprattutto i cosiddetti Esodati del Superbonus. Anche per questo, ci si attende un adeguamento normativo. “Questo è un elemento che preoccupa imprese e cittadini, le risposte che ci aspettavamo non sono ancora arrivate. Oggi ci sono ancora imprese, professionisti e famiglie che hanno questo problema. Dall’Ue ci aspettiamo una direttiva sugli obiettivi di efficientamento energetico, per i prossimi anni, dei nostri edifici, che da questo punto di vista sono messi male” – spiega ancora Riccardo Masini – “La cessione del credito ha consentito di fare interventi di manutenzione anche a chi non aveva disponibilità immediata, nel futuro ci immaginiamo che questo strumento possa continuare ad esistere per situazioni particolari, come chi si trova in situazione di povertà energetica maggiore o le famiglie che si trovano in contesti economici più svantaggiati. Purtroppo l’aumento dei tassi di interesse e un sistema bancario poco reattivo al mercato dell’edilizia hanno portato questo strumento a essere poco appetibile, anche dal punto di vista economico“.


