Borraccia, non è sempre ecologica. Ecco come scegliere la migliore

Borraccia, non è sempre ecologica. Ecco come scegliere la migliore

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Bere acqua è fondamentale per la nostra salute, farlo da una borraccia è meglio anche per l’ambiente. Ma le borracce non sono tutte uguali, ecco come scegliere la migliore (anche per il pianeta).

L’acqua è fonte di vita ed è essenziale per la nostra sopravvivenza. La crisi climatica sta aumentando i periodi di siccità in molte zone del mondo e l’acqua che abbiamo a disposizione è sempre di meno e di scarsa qualità.
A causa delle attività dell’uomo, nell’acqua sono presenti sempre più inquinanti e microplastiche. Ecco una delle (tante) buone ragioni per preferire la borraccia alle classiche bottiglie in PET.

Preferire un recipiente riutilizzabile infatti, non è solo una buona scelta per il pianeta, ma anche per la nostra salute. Non tutte le borracce però sono davvero sostenibili, anzi alcune contribuiscono addirittura a produrre più plastica e rifiuti. Quindi come scegliere la borraccia migliore? Ecco qualche consiglio su cosa evitare per non creare altri danni all’ambiente e tutelare la nostra salute restando idratati.

Come scegliere la borraccia?

Per scegliere la migliore borraccia, ci sono alcuni elementi da tenere in considerazione. Per prima cosa, è necessario optare per una borraccia con chiusura ermetica, così da poterla portare sempre con sé e senza temere che i liquidi si rovescino, ma soprattutto scegliere una borraccia termica: in questo modo la temperatura dei liquidi all’interno si manterrà costante.

Borraccia in acciaio inossidabile

L’acciaio è il materiale ideale per realizzare borracce, visto che la sua caratteristica principale è l’inossidabilità. Infatti, l’acciaio inox resiste alla ruggine e, soprattutto, non altera il gusto del liquido contenuto al suo interno. Un’altra caratteristica delle borracce in acciaio è anche la capacità di mantenere costante la temperatura delle bevande. Le borracce in acciaio inoltre, sono durevoli nel tempo. La lega ferrosa di cui sono composte, infatti, non corre il rischio di venire corrosa dai liquidi che contiene ed è meno soggetta alla proliferazione di muffe e batteri. Ovviamente, la borraccia va comunque pulita frequentemente e in modo accurato. Promosse, quindi, in termini di sicurezza, igiene e praticità.

Borraccia in alluminio

Le borracce in alluminio sono utilizzate da tempo al posto delle bottiglie in plastica e sono apprezzate soprattutto per la loro leggerezza. Infatti, l’alluminio rispetto all’acciaio è più leggero, è riciclabile al 100%, ma non altrettanto igienico e sicuro. Le borracce di questo materiale sono più soggette alla formazione di muffe e batteri, necessitano quindi di una manutenzione e pulizia più accurate. Inoltre, l’alluminio si può ossidare, e c’è il rischio che i liquidi all’interno si alterino a seguito di urti o ammaccature della borraccia. L’alluminio è un metallo tossico e il deterioramento del rivestimento della borraccia o l’introduzione di acidi o non adatti, possono accentuare fenomeni di migrazione.

AirUp, la borraccia amata dai giovanissimi. È ecologica?

Oltre alle tipologie già citate, c’è un altro tipo di borraccia che sta spopolando nell’ultimo periodo, soprattutto tra i giovanissimi. Si tratta di AirUp, la bottiglia in Tritan (una plastica molto resistente) che promette di farti bere di più. Come? La novità rispetto alle classiche borracce è che questa ha un anello contenente aromi sul tappo che non vengono aggiunti all’acqua ma sfruttano l’olfatto retronasale.

Ciò che chiude la borraccia non è un semplice tappo. L’acqua infatti non può essere versata o bevuta direttamente da lì ma dalla cannuccia presente sull’estremità. Intorno al beccuccio per succhiare l’acqua, va posizionato l’anello (anche questo di plastica) che contiene gli aromi.

Ma se c’è il “pro” di invogliare a bere grazie ai vari gusti fruttati che si possono scegliere, di “contro” ce ne sono decisamente troppi per considerare questa borraccia una scelta ecologica.
Secondo le stime di Altroconsumo infatti, oltre ad essere un sistema molto costoso rispetto alla classica borraccia, produce molta plastica. Nella migliore delle ipotesi, servono 9-10 pods al mese, ovvero 3 buste, per un totale di 72gr di plastica. Il calcolo si basa su un consumo medio che prevede una pod per circa 8 ricariche di acqua da 650ml (circa 3-4 giorni di utilizzo).

Una quantità di plastica che sicuramente si potrebbe evitare di aggiungere ai rifiuti che ognuno di noi già produce, solo per il gusto di bere un’acqua aromatizzata. Il fenomeno AirUp è molto alimentato dal social TikTok, molto frequentato dai più giovani, dove è pieno di video in cui gli utenti utilizzano e promuovo la borraccia all’ultima moda. Non sarà meglio spiegare ai ragazzi che è importante bere, a prescindere dal gusto che ha l’acqua, nel rispetto dell’ambiente?

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