Breathtaking, la mostra che denuncia l'inquinamento da plastica

Breathtaking, la mostra che denuncia l’inquinamento da plastica

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“Breathtaking”: il fotografo Fabrizio Ferri “incarta” le star del cinema nella plastica per denunciare l’inquinamento dei mari. Tra i protagonisti degli scatti anche l’attrice e attivista Susan Sarandon.

Si chiama “Breathtaking” l’installazione ideata dal fotografo di fama internazionale Fabrizio Ferri per denunciare l’effetto devastante dell’inquinamento da plastica e microplastiche negli oceani. Un grido silenzioso che si leva da Casa Sanlorenzo a Venezia, il nuovo spazio culturale inaugurato in una villa anni ’40 affacciata sulla Basilica di Santa Maria della Salute a Venezia.

L’allestimento ha l’obiettivo di evocare la fragilità degli ecosistemi acquatici attraverso chiodi di ferro, una bara di vetro colma d’acqua e cuffie realizzate dall’artista Marina Abramovich, ma soprattutto tramite i ritratti di Ferri. Tra i protagonisti delle 12 immagini che “tolgono il fiato” ci sono, tra gli altri, Helena Christensen, Willem Dafoe, Charlotte Gainsbourg, Julianne Moore, Isabella Rossellini, Naomi Watts. Testimonial d’eccezione che trasportano i visitatori nel silenzio assordante degli abissi marini, soffocati da tonnellate di plastica.

La mostra è stata scelta per inaugurare il nuovo spazio espositivo, sottolineando anche l’impegno culturale del brand: “Casa Sanlorenzo è una naturale estensione della nostra filosofia, dove bellezza e responsabilità vanno di pari passo”, ha dichiarato Massimo Perotti, Executive Chairman Sanlorenzo.

Breathtaking, la plastica come simbolo di morte negli scatti di Fabrizio Ferri

La mostra era già stata ospitata dal Museo di Storia Naturale di Milano dal 2 al 27 aprile.

“Per condividere questa consapevolezza – spiega Fabrizio Ferri, ideatore della mostra – ho scattato una serie di drammatici ritratti di famosi talenti internazionali come se fossero asfissiati dalla plastica: Helena Christensen, Misty Copeland, Willem Dafoe, Charlotte Gainsbourg, Gala Gonzalez, Julianne Moore, Bridget Moynahan, Carolyn Murphy, Isabella Rossellini, Susan Sarandon e Naomi Watts. La loro adesione al progetto è stata immediata e sentita. Ciascuna delle stampe in grande formato sarà appesa su una parete nera, trafitta da due chiodi in ferro battuto forgiati a mano. Lo spettatore sarà immerso all’interno di questa installazione, al centro della quale sarà collocata una bara di vetro trasparente riempita d’acqua.

Quello dell’inquinamento da plastica è un allarme globale che non riguarda solo gli ecosistemi ma anche la salute umana. Sempre più studi, infatti, sottolineano l’urgenza di adottare strategie per ridurre la quantità di rifiuti dispersi nell’ambiente perché ormai plastica e microplastiche si trovano ovunque. I minuscoli frammenti sono stati trovati anche nel corpo umano, più precisamente nel sangue, nel cervello, nei polmoni, nella placenta, persino nel latte materno.

Un allarme ribadito anche dall’attrice e attivista Susan Sarandon, tra le protagoniste della mostra: “La quantità di plastica prodotta aumenterà. Si prevede che entro 30 anni passerà da 50 milioni di tonnellate all’anno a 1,2 miliardi di tonnellate di plastica. E stiamo vedendo che si ritrova in tutto, dal latte materno al cibo, all’acqua e ai pesci. Quindi siamo inondati di plastica.” 

Breathtaking è un progetto che attraverso l’arte vuole sensibilizzare il grande pubblico sul tema della salvaguardia ambientale. L’installazione artistica continuerà il suo viaggio per il mondo con il sostegno di sponsor che condividono l’obiettivo di proteggere il pianeta e promuovere soluzioni sostenibili per ridurre l’uso di plastica.

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