Secondo un report di ISPRA, 32.000.000 gli uccelli abbattuti in Italia tra il 2017 e il 2023. LAV: “È come se ogni anno gli abitanti di Roma, Milano e Napoli venissero spazzati via per il passatempo di qualcuno”.
Fare una passeggiata nei boschi d’Italia significa scoprire le bellezze del pianeta Terra. Tra alberi centenari, arbusti aromatici e fiori colorati, centinaia le specie animali presenti. A stravolgere la routine degli scrigni di biodiversità, nonostante le spietate leggi della natura con predatori alla ricerca di prede, sono i colpi di fucile dei cacciatori. Persone che, un po’ per divertimento e un po’ per avere carne fresca, sparano a esseri senzienti.
Obiettivi delle pallottole, oltre ai mammiferi, sono gli uccelli. Ben 32.000.000 gli esemplari abbattuti lungo lo Stivale tra il 2017 e il 2023. Una vera e propria strage che, come sottolineato nel report “La pressione venatoria sull’avifauna italiana dal 2017 a oggi” dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), lascia senza parole. Numeri che, tra l’altro, potrebbero essere sottostimati. Il motivo? Durante la stagione venatoria, i cacciatori devono indicare sui tesserini personali gli animali uccisi in ottemperanza alla Direttiva 2009/147/CE, cioè alla Direttiva Uccelli. A causa della mancanza di controlli rigorosi, però, le informazioni inviate alle Regioni Italiane possono essere incomplete. Non a caso, almeno secondo il documento, assenti totalmente i dati della Regione Umbria tra il 2017 e il 2023.
A cadere sotto i colpi di fucile, nonostante la tutela della biodiversità inserita nell’articolo 9 della Costituzione Italiana, continuano a essere soprattutto tordi, colombacci e allodole. “È come se ogni anno gli abitanti di Roma, Milano e Napoli venissero spazzati via per il passatempo di qualcuno“, commenta la Lega Antivivisezione (LAV).
Caccia in Italia, ecco il Magazine di Teleambiente
“Come Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) riteniamo che non solo sia possibile un’Italia senza caccia, ma che sia assolutamente auspicabile. Ormai l’attività venatoria è una pratica, e certamente non uno sport, che provoca sofferenza agli animali. Una mattanza giustificata perfino da parte di esponenti del Governo Meloni con una serie di motivazioni come un eccesso di fauna selvatica, dai cinghiali, ai lupi, agli orsi. Al contrario, invece, riteniamo che si possa arrivare, anche in maniera progressiva, a una diminuzione delle stesse armi circolanti in Italia, a differenza dell’orientamento dell’Esecutivo di centro-destra, con vere e proprie sponsorizzazioni di alcune fiere frequentate perfino dai bambini. Più e più volte abbiamo chiesto al Governo Meloni di non ammettere l’ingresso dei più piccoli, eppure, ci è stato risposto che i minori accompagnati dai genitori possono accedere“, il commento del deputato di Europa Verde, Devis Dori, durante il Magazine di Teleambiente dedicato alla caccia in Italia.


