Al via la stagione della caccia con un’inchiesta del programma televisivo “PresaDiretta” sul disegno di legge (ddl) per riformare l’attività venatoria in Italia.
Al via la stagione della caccia in Italia. A partire da domenica 20 settembre 2026, nonostante la contrarietà del 75% dei cittadini residenti nello Stivale, almeno secondo una ricerca Ipsos-Doxa per Fondazione Capellino, l’attività venatoria è tornata a perseguitare gli animali selvatici.
Una giornata che, tra l’altro, si è conclusa con un’inchiesta del programma televisivo “PresaDiretta” proprio sul disegno di legge (ddl) per riformare la caccia lungo lo Stivale. Tra i punti più controversi, l’aumento delle specie animali abbattibili senza basi scientifiche, la trasformazione di alcuni scrigni di biodiversità in aree sporche di sangue e l’utilizzo delle doppiette in territori demaniali, dai parchi alle spiagge, anche in ore notturne, con seri rischi per la sicurezza di ciclisti, escursionisti e villeggianti. Proprio per questo la trasmissione di Rai 3 condotta dal giornalista Riccardo Iacona ha dato spazio a esponenti della maggioranza e dell’opposizione.
“C’è bisogno di gestire la fauna selvatica altrimenti, con la sola protezione, quest’ultima diminuisce. Ciò non lo dice un politico come me, ma le università, la scienza e l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA)“, ha dichiarato il deputato della Lega, Francesco Bruzzone. Di parere opposto la deputata del Partito Democratico (PD), Eleonora Evi: “Questo disegno di legge (ddl) rappresenta l’attacco più grave alla natura degli ultimi decenni“.
La riforma della legge sulla caccia punta a riscrivere la norma del 1992. Il DDL definisce l’attività venatoria come tutela della biodiversità, trasformando i cacciatori in “bioregolatori” per gestire il sovrannumero di fauna.#PresaDiretta pic.twitter.com/jetJq0usna
— Presa Diretta (@Presa_Diretta) September 20, 2026
Intanto, la Lega Italiana Protezione Uccelli (LIPU) ha annunciato di avere inviato il servizio giornalistico alla Commissione Europea già critica verso il Governo Meloni e la sua Riforma della Legge numero 157 dell’11 febbraio 1992.


