Abolire l’articolo 18 del Decreto sicurezza per tutelare gli imprenditori del settore della cannabis light che si sono trovati criminalizzati dal governo Meloni. Filippo Blengino, segretario di Radicali Italiani, promette di contrastare la norma con metodi nonviolenti di disobbedienza civile. In un video diffuso sui social i Radicali Italiani hanno intervistato Chiara, imprenditrice del settore che ha raccontato la sua esperienza.
Si tratta di una cannabis a bassissimo contenuto di tetraidrocannabinolo (THC), non psicoattiva, che tra l’altro resterebbe disponibile per i consumatori italiani, che potrebbero acquistarla da altri Paesi europei in virtù della libera circolazione delle merci. Inoltre, l’impatto economico di questa filiera è tutt’altro che trascurabile.
“Ad Avellino ho avuto modo di conoscere Chiara, una giovane imprenditrice che, a soli ventiquattro anni, è riuscita ad aprire un negozio di cannabis light, assumere due persone e versare migliaia di euro nelle casse dello Stato. Oggi, però, la sua vita è diventata un incubo: quello stesso Stato che per anni le ha imposto fatiche fiscali e labirinti burocratici decide, da un giorno all’altro e attraverso decreto, di mettere al bando l’infiorescenza che costituiva la base della sua attività economica. Chiara si ritrova così perseguitata, trattata alla stregua di uno spacciatore di strada, di un narcos del cartello e criminalizzata dall’ennesima follia proibizionista e liberticida di questo governo. Quello che ha subito è ingiusto e, a nostro avviso, persino contrario alla legge. Per questo il nostro obbiettivo rimane lo stesso: l’abolizione dell’art.18 del Decreto sicurezza.” Ha affermato in una nota Filippo Blengino, Segretario di Radicali Italiani.


