Uno studio ha evidenziato che alcune cannucce in bioplastica impiegano dagli 8 ai 20 mesi per biodegradarsi negli oceani.
Sarebbe meglio non utilizzarle, bevendo direttamente dal bicchiere, ma in tanti non riescono proprio a fare a meno delle cannucce. Negli anni sono state quindi sviluppate delle alternative a quelle in plastica, fatte di materiali biodegradabili o compostabili, come bioplastica o carta. Ma è davvero così?
Uno studio pubblicato su ACS Sustainable Chemistry & Engineering rivela che alcune cannucce biodegradabili potrebbero impiegare dagli 8 ai 20 mesi per deteriorarsi negli oceani.
Alcune regioni degli Stati Uniti, per contrastare l’inquinamento da plastica, hanno limitato la presenza di polimeri tradizionali nelle cannucce, con la conseguente crescita degli articoli monouso in carta o bioplastica.
Per garantire la durata, questi prodotti alternativi devono mantenere la funzionalità, non sfaldandosi al primo sorso. Ci sono pochi dati però, sul tempo impiegato dai prodotti con queste caratteristiche a degradarsi nell’ambiente. Per questo, gli scienziati Bryan James, Collin Ward e i colleghi dell’American Chemical Society hanno condotto esperimenti utilizzando acqua di mare per studiare la durata ambientale di diverse cannucce. L’obiettivo, oltre a comprendere la tempistica di degradazione, è di trovare un modo per accelerarla nelle bioplastiche di nuova generazione.
Il team ha scoperto che dopo 16 settimane di incubazione in un mesocosmo di acqua di mare a flusso, le cannucce di carta hanno perso il 25-50% del loro peso iniziale. Secondo gli esperti, le cannucce in carta dovrebbero disintegrarsi completamente entro 10 mesi negli oceani costieri, mentre ci vogliono 15 mesi per il PHA (poliidrossialcanoati) e 20 mesi per il CDA (diacetato di cellulosa).
Gli scienziati hanno poi osservato che modificando la composizione del materiale CDA da solido a schiuma, la bioplastica si rompeva almeno due volte più velocemente della versione solida, stimando che una cannuccia fatta con il prototipo di schiuma si sarebbe disintegrata nell’acqua di mare in otto mesi, il tempo minore rispetto a tutti gli altri materiali testati.
Resta comunque il fatto che questi oggetti, se non correttamente smaltiti, finiscono per inquinare gli oceani e l’ecosistema marino, oltre ad essere potenzialmente nocive anche per la salute umana. Un recente studio ha infatti rilevato la presenza di PFAS nelle cannucce di vari materiali (anche biodegradabili).


