Test sulle caraffe filtranti, non tutte purificano l'acqua dagli inquinanti

Test sulle caraffe filtranti, non tutte purificano l’acqua dagli inquinanti

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Caraffe e filtri per purificare l’acqua del rubinetto sono davvero efficaci? Un test francese ha analizzato alcuni tra i marchi più diffusi, rivelando quali trattengono davvero gli inquinanti.

Le caraffe filtranti per l’acqua del rubinetto sono sempre più diffuse tra i consumatori, che le preferiscono alle bottiglie in plastica monouso sia per ragioni ecologiche che di salute. Non tutti i dispositivi, però, riescono a trattenere gli inquinanti in modo efficace.

Un test della rivista francese 60 millions de consommateurs ha valutato la loro capacità di purificare l’acqua da metalli, PFAS e pesticidi e di migliorarne il gusto.

L’indagine ha coinvolto diversi dispositivi filtranti che sono stati analizzati con un protocollo della durata dai 21 ai 29 giorni e utilizzando acqua demineralizzata arricchita con sostanze inquinanti in concentrazioni vicine ai limiti normativi.

Caraffe filtranti e filtri da rubinetto, i risultati del test

Sono stati testati nove dispositivi: cinque caraffe filtranti, due filtri da rubinetto, e due materiali filtranti naturali (perle di ceramica e carbone attivo).

Dal test è emerso che i filtri da rubinetto hanno mostrato prestazioni superiori rispetto alle caraffe filtranti: il filtro Hydropure è risultato efficiente nella rimozione dei nitrati al 94,6% e dei nitriti al 97,4%. Significativa anche la rimozione di metalli pesanti come nichel e piombo. La riduzione dei PFAS è invece risultata limitata. I filtri da rubinetto si sono dimostrati molto efficaci anche nell’eliminazione dei pesticidi, con livelli vicini al 100%.

Per quanto riguarda le cinque caraffe, le capacità filtranti sono risultate molto diverse tra loro. Sui minerali benefici per la salute (calcio, magnesio, bicarbonati) si è distinta la bottiglia Brita, mentre le caraffe Homeside e Aarke li trattengono in eccesso. Discorso diverso per i metalli pesanti: prestazioni eccellenti per Aarke, mentre la bottiglia Brita ha mostrato basse capacità di rimozione.

Nessuna delle caraffe testate è invece risultata in grado di trattenere i PFAS, in particolare il PFOA. Va meglio con i pesticidi: i due modelli Brita analizzati filtrano oltre il 90% dell’erbicida scelto per il test (ampiamente utilizzato per l’agricoltura intensiva), mentre la caraffa Homeside ne trattiene solo il 62%.

Sulla presenza di batteri nell’acqua filtrata, i risultati del test hanno evidenziato grandi differenze tra le caraffe: tra le migliori Homeside e la bottiglia Brita. Il modello Aarke è risultato il peggiore, con la presenza di germi in quantità elevata fino al 29° giorno del test.

I due materiali filtranti naturali, invece, hanno dimostrato una capacità minima di rimozione degli inquinanti, tanto da essere sconsigliati da 60 millions de consommateurs per la purificazione dell’acqua di rubinetto.

 

Il test rivista francese, dunque, sottolinea l’importanza di scegliere un buon dispositivo per il filtraggio dell’acqua di rubinetto, di utilizzarlo correttamente e di eseguire la manutenzione.

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