L’Italia è leader in Europa per l’economia circolare, ma c’è ancora molto da fare su alcuni fronti, anche per avere benefici non solo ambientali, ma anche economici. L’evento organizzato da Cisambiente alla Camera dei deputati è stato una preziosa occasione di confronto tra imprese, consorzi, esperti tecnici e rappresentanti politici impegnati sul fronte ambientale.
Migliorare l’efficienza della gestione dei rifiuti in Italia non è solo un vantaggio dal punto di vista ambientale e della salute dei cittadini, ma anche economico. In un’ottica di sostenibilità da tutti i punti di vista, il nostro Paese, leader in Europa per l’economia circolare grazie anche al lavoro dei vari consorzi di filiera, può e deve fare ancora meglio sul fronte del riciclo e del recupero dei materiali, anche per non sprecare risorse preziose e limitate. Anche per questo Cisambiente, la branca di Confindustria che raccoglie le imprese e i consorzi operanti nell’igiene ambientale, nella gestione e nel trattamento dei rifiuti e più in generale nell’economia circolare, ha organizzato un appuntamento alla Camera dei deputati, in cui le aziende si sono confrontate con esperti tecnici e con rappresentanti politici della Commissione Ambiente di Montecitorio.
“La sfida è quella di valore, nel senso che la filiera esiste, per la verità ne esiste più di una, perché i rifiuti sono tanti e sono tutti di valore. La sfida sta nel far capire, finalmente, che avere un cestino della spazzatura è come avere un piccolo borsellino. Da ognuno dei rifiuti si può tirare fuori una nuova materia prima o una valorizzazione energetica: la sfida di valore sta proprio qua. Noi siamo il settore ambiente e sicurezza energetica di Confindustria, siamo esattamente paralleli al MASE, abbiamo 1.510 aziende iscritte nella nostra filiera ma collaboriamo ovviamente con tante altre imprese del sistema confindustriale, il più grande e il più antico d’Italia, con oltre 120 anni di storia” – ha spiegato a TeleAmbiente Lucia Leonessi, direttore generale di Cisambiente Confindustria – “Far parte di Confindustria garantisce la legalità, la correttezza e anche la calma nel portare avanti progetti, perché noi abbiamo progetti allo studio da dieci anni e che finalmente iniziano a vedere la luce con la certezza di non inquinare, di portare valore e di fare dell’Italia un punto importante in Europa e la punta di diamante di questi Paesi che lottano nel mondo e rimarranno sempre tra i primi, perché io credo nell’Europa e credo soprattutto nell’Italia“.


