Nella capitale della Danimarca si possono trovare in giro per la città delle panchine davvero “sopra le righe”. Infatti sono alte 85 cm. Ma qual è il motivo?
A Copenaghen si possono trovare molte cose originali e dietro le quali si celano storie interessanti. Come la statua della Sirenetta, che nonostante abbia subito numerosi atti vandalici e sia stata decapitata ben due volte (nel 1964 e nel 1998), continua a restare uno dei simboli della città e a legarsi ai nostri ricordi dell’infanzia. L’opera è infatti un omaggio ad Hans Christian Andersen, creatore dell’omonima fiaba.
Queste panchine invece, sono un’installazione più recente e come scopo non hanno quello di ricordare il passato bensì di far riflettere sul futuro. Più precisamente, sul futuro del nostro pianeta. Infatti, queste panchine sono alte 85 cm in più rispetto a quelle normali. Un numero non casuale che simboleggia l’aumento stimato dall’ONU del livello del mare entro il 2100.
L’allarme che lancia il rapporto ONU riguarda sia mari che oceani, danneggiati mai quanto prima dalle emissioni di CO2. Le temperature degli oceani vedranno un aumento senza precedenti, oltre alla perdita di ossigeno ed altre conseguenze che avranno ripercussioni anche su piogge, inondazioni e sulla perdita di biodiversità.
Panchine del futuro, perché sono così alte?
L’iniziativa lanciata dall’emittente tv danese Tv2 ha come obiettivo suscitare una riflessione sulle conseguenze che avrà il cambiamento climatico, una fra tutte le inondazioni. “In gran parte del Paese vedremo le inondazioni come un evento quotidiano – ha spiegato Kasper Adsboll, senior brand manager del canale televisivo TV2 che ha lanciato il progetto – quindi cerchiamo di illustrare questo fenomeno con queste panchine in modo da far parlare la gente del cambiamento climatico”. Copenhagen tra l’altro potrebbe essere una delle città più colpite dalle inondazioni in futuro.
Sulla panchina c’è una targa che riassume il messaggio di sensibilizzazione circa l’innalzamento del livello dei mari: “Le inondazioni diventeranno parte della nostra vita quotidiana, a meno che non iniziamo a fare qualcosa per il nostro clima. Secondo l’ultimo rapporto delle Nazioni Unite sul clima, si prevede che il livello del mare aumenterà fino a 1 metro prima del 2100 se il riscaldamento globale dovesse continuare”.
Quindi, se non agiamo per aiutare il clima, tra qualche anno queste panchine “dalle gambe lunghe” potrebbero essere le uniche su cui potersi sedere!
L’innalzamento del livello del mare colpirà anche gli Stati Uniti
Un ulteriore campanello d’allarme lo ha lanciato il NOAA – National Oceanographic and Atmospheric Administration. Secondo il rapporto è previsto un innalzamento del livello del mare vicino alle coste degli Stati Uniti dai 25 ai 30 cm nei prossimi trent’anni. Una stima che corrisponde all’aumento che si è registrato negli ultimi cento anni (1920 -2020): praticamente il mare aumenterà i suoi livelli al doppio della velocità in quelle zone.
Ma c’è anche chi ironizza e nega le conseguenze disastrose causate dalla crisi climatica, come l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Durante un comizio in Alaska infatti, ha ironizzato sul problema affermando che “con l’innalzamento degli oceani ci saranno più case vista mare”. E non è la prima volta che Trump esprime il suo negazionismo nei confronti dei problemi ambientali.
Come affrontano la problematica le città a rischio
A causa del riscaldamento globale, molte città rischiano nel futuro (neanche troppo lontano) di venire sommerse dall’acqua. Alcune hanno adottato delle misure per affrontare il problema delle inondazioni, come dighe, sistemi di costruzione, barriere. Le Maldive ad esempio, potrebbero sparire nel giro di pochi decenni, come anche Bankok.
Ecco come saranno le città sommerse
Il gruppo indipendente di scienziati e studiosi del cambiamento climatico Climate Change a questo proposito, ha pubblicato una serie di foto che danno una chiara immagine di come saranno alcune città quando verranno sommerse. Ecco come sarà la città di Lalbagh Fort in Bangladesh:
Insomma, il messaggio che lanciano le panchine del futuro ideate dall’emittente danese andrebbe colto non solo dai cittadini di Copenaghen ma da tutti noi, dato che le città che rischiano di essere sommerse dal mare sono molte e sparse in tutto il mondo.





