Almeno tre le cause di temperature così estreme: c’entra il cambiamento climatico, ma non solo.
Il Sud America alle prese con vere e proprie ondate di calore invernali. Sono diversi i Paesi alle prese con temperature assolutamente fuori dalla norma per l’attuale stagione nell’emisfero australe, e il caldo record non risparmia neanche le zone montuose. Come ad esempio il versante cileno delle Ande, dove nei giorni scorsi è stata registrata la seconda temperatura più calda di sempre nel mese di agosto: 37°C rilevati dalla stazione meteorologica di Vicuña. Resiste ancora il primato, risalente al 1953, di 37,3°C a Copiapó, che però si trova ad un’altitudine più bassa rispetto a Vicuña.
#Temperatura Histórica |☀
Hoy la Estación Vicuña Los Pimientos (DMC-DGAC) en la región de Coquimbo registró 37°C, la segunda temperatura máxima histórica a nivel nacional para los meses de invierno. En agosto de 1951 se registró una T° máx de 37,3 °C en Copiapó. pic.twitter.com/oUSY7xw0Xu
— MeteoChile (@meteochile_dmc) August 1, 2023
Ondata di calore invernale in Sud America
In media, rispetto alle temperature invernali, i valori registrati negli ultimi giorni in gran parte dell’America Latina sfiorano i +15°C. C’è chi probabilmente dirà che l’ondata di calore in Cile e nel resto del Sud America sia un anticipo di primavera, ma le anomalie non finiscono qui. Da giorni, diverse stazioni meteorologiche poste a oltre 1000 metri di quota stanno registrando temperature superiori ai 35°C e, con l’inverno che ancora deve finire, diversi Paesi stanno sperimentando temperature che in alcune zone sono superiori anche alla media estiva.
En medio de intensa #OlaDeCalor en el ConoSur, centro-norte de Chilecomenzó Agosto con la jornada de invierno más cálidaen 72 años
En pleno invierno austral, en Vicuña se registraron 37°C, la temperatura más alta para un mes de invierno desde 1951.https://t.co/h1Z7yuY3t4 pic.twitter.com/rzEfOo8lJr
— Antarctica.cl (@Antarcticacl) August 2, 2023
Le cause
Il risultato è che le Ande hanno visto sciogliersi neve e ghiaccio fino a 3000 metri di quota, mentre sopratutto in Cile si sta prolungando la siccità e non mancano nemmeno alcuni incendi. A spiegare le cause di un simile caldo estremo è stato Raul Cordero, climatologo dell’Università di Groningen, in Olanda. “L’ondata di calore estremo è il risultato della combinazione di tre diversi fattori. Il primo è il riscaldamento globale, causato dal cambiamento climatico. Il secondo è un fenomeno naturale, cioè El Niño. Il terzo è rappresentato da raffiche di vento tipiche della zona e note come Terral, che determinano un clima caldo e secco“, il commento del climatologo alla Reuters.
#ELClimaHoy | Julio presentó #temperaturas máx extremas en el norte de, lo que favoreció el registro de #olasdecalor con una duración de 14 y 12 días en Arica e Iquique, respectivamente.
+ de estas condiciones y los récords históricos alcanzados enhttps://t.co/GfJCfcfJqN pic.twitter.com/scN3jynyGq
— MeteoChile (@meteochile_dmc) August 4, 2023
Il monito
Martin Jacques, climatologo e docente all’Università cilena di Concepción, ha invece lanciato un monito: “Ciò a cui stiamo assistendo è, in un certo senso, una finestra sul futuro: le condizioni attuali si normalizzeranno. Ciò che ora sembra molto estremo potrebbe gradualmente diventare sempre più frequente e normale nel giro di pochi anni“.
#Temperaturas | ️#Julio 2023 batió el récord de la temperatura promedio más alta a nivel mundial.
Chile no queda exento de esta tendencia!
+ detalles en el #cambioclimático #OlasdeCalor #ClimateAction #Elniño #CopernicusClimate @WMO pic.twitter.com/K0qjg1jiev
— MeteoChile (@meteochile_dmc) August 8, 2023
Il punto della ministra cilena dell’Ambiente
Da inizio anno, il Cile ha già affrontato nove diverse ondate di calore. Quasi sicuramente, il Paese è destinato a superare il record annuale risalente al 2020, quando su tutto il territorio nazionale ci furono dieci ondate di calore. Di quella attuale ha parlato anche Maisa Rojas, ministra cilena dell’Ambiente. “Da settimane assistiamo ad una delle conseguenze della crisi climatica, in pieno inverno in alcune zone abbiamo registrato temperature superiori anche a quelle estive. Nelle zone polari il ghiaccio è ai livelli minimi, e specialmente in Antartide, dove in questo periodo quello marino cresce fino ad arrivare all’apice a settembre. Invece, ora si trova al minimo storico” – ha spiegato la ministra in un thread su Twitter – “In ogni zona dell’emisfero Nord, per tutta l’estate, ci sono state ondate di caldo estremo. L’Iran, ad esempio, ha decretato due giorni di ferie a causa delle temperature troppo alte e il segretario generale dell’Onu Guterres ha detto che siamo passati dall’epoca del riscaldamento globale a quella dell’ebollizione globale“.
Hace semanas que #EventosExtremos están quebrando récords en el mundo, visibilizando la #CrisisClimática. Ayer le tocó a Sudamérica y Chile. Abro hilo: 1/10 https://t.co/CyjcHZq7vL
— Maisa (@Maisa_Rojas) August 2, 2023
Maisa Rojas: “Basta combustibili fossili”
“Viviamo la sovrapposizione di due fenomeni: il riscaldamento globale con El Niño. Quando quest’ultimo finirà, la situazione dovrebbe essere meno estrema, ma durerà ancora a lungo. Ricordiamo che i precursori climatici degli incendi del febbraio scorso sono stati la siccità e l’ondata di calore. E prima delle inondazioni di giugno c’erano state precipitazioni intense e temperature alte. Tutti fattori destinati all’incremento con il cambiamento climatico” – continua la ministra cilena dell’Ambiente – “Che fare? Noi conosciamo la soluzione: smettere di bruciare quanto prima i combustibili fossili. Il Cile dall’anno scorso ha una legge sul cambiamento climatico che ci impegna a raggiungere la neutralità del carbonio e la resilienza climatica entro il 2050“.
¿Qué hacer? Sabemos la solución: dejar de quemar combustibles fósiles urgentemente! Chile cuenta desde el año pasado con una #LeydeCambioClimático en la que nos comprometemos a ser #CarbonoNeutral y #ResilientealClima a más tardar el año 2050. 10/10
— Maisa (@Maisa_Rojas) August 2, 2023


