Animali, verso la "de-estinzione": il mammut pronto a tornare sul pianeta Terra

Animali, verso la “de-estinzione”: il mammut pronto a tornare sul pianeta Terra

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A partire dal 2028 Colossal Biosciences, startup basata a Dallas, in Texas, negli Stati Uniti d’America, potrebbe riportare in vita i primi animali estinti.

A partire dal 2028 gli animali estinti potrebbero tornare sul pianeta Terra. Ad annunciarlo è Colossal Biosciences, startup basata a Dallas, in Texas, negli Stati Uniti d’America, dopo avere raccolto 200 milioni di dollari per riportare in vita il dodo (Raphus cucullatus), il mammut lanoso (Mammuthus primigenius) e la tigre della Tasmania (Thylacinus cynocephalus).

Tre i passaggi scientifici necessari per avviare la “de-estinzione“: prima la mappatura completa del DNA delle specie animali scomparse, poi l’individuazione di una creatura vivente imparentata con una creatura non più vivente per modificarne i geni, attraverso la tecnica dell’ingegneria genetica ribattezzata “Crispr Cas9”, infine l’impianto dell’embrione “artificiale” di un antico vertebrato in un vertebrato attuale. Tradotto: un elefante asiatico potrebbe partorire un mammut lanoso tra meno di 1.100 giorni. Soltanto al termine della gravidanza, i ricercatori potranno scoprire la reale fattibilità del progetto.

Eppure, Colossal Biosciences, che potrebbe aprire scenari inesplorati per il futuro dell’umanità, sta continuando a raccogliere fondi: 435 milioni di dollari in cassa racimolati in tre anni per una valutazione complessiva di 10,2 miliardi di dollari. “Siamo pronti a trasformare la fantascienza in scienza“, commenta il Co-Founder di Colossal Biosciences, George Church.

Tra gli altri obiettivi dell’azienda, la tutela delle specie animali in via di estinzione a causa dei cambiamenti climatici, dell’inquinamento o delle malattie. Non a caso, secondo il Living Planet Index (LPI) 2024 del WWF, tra il 1970 e il 2020 la fauna selvatica è diminuita del 73%. Proprio per questo una modifica del DNA potrebbe rendere mammiferi, uccelli, anfibi, rettili e insetti meno vulnerabili alle attuali fragilità del Globo.

Di certo, la comunità scientifica si sta spaccando in due tra ricercatori entusiasti e ricercatori dubbiosi. Tra le preoccupazioni più ricorrenti, il difficile adattamento di una specie animale estinta come il mammut lanoso in un ambiente diverso rispetto a 10.000 anni fa.

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