Comincerà il 7 maggio 2025, nella Cappella Sistina, nel Palazzo Apostolico, nella Città del Vaticano, il Conclave per eleggere il successore di Papa Francesco. Ma quanto sarà amico dell’ambiente, degli animali e della natura il nuovo Vescovo di Roma?
Comincerà il 7 maggio 2025, nella Cappella Sistina, nel Palazzo Apostolico, nella Città del Vaticano, il Conclave chiamato a eleggere il successore di Papa Francesco morto alle 7:35 del 21 aprile 2025 nella Casa di Santa Marta, vicino alla Basilica di San Pietro. Ben 133 i cardinali arrivati già a Roma per partecipare alla nomina del nuovo Pontefice. Ad affacciarsi dalla Loggia della Basilica di San Pietro sarà il porporato riuscito a raccogliere i due terzi dei voti, cioè 89 voti su 133 voti. Solo in quel caso, le persone, che siano in America, in Africa, in Asia, in Europa o in Oceania, dopo avere osservato la celebre fumata bianca e dopo avere ascoltato le emozionanti parole “Habemus Papam“, vedranno il nuovo volto del Santo Padre. Ma quanto sarà green il successore di Jorge Mario Bergoglio? A rispondere a questa domanda potrebbero essere alcune dichiarazioni disponibili su alcuni siti web, soprattutto su “The College of Cardinals Report“, dei cinque cardinali definiti papabili.
Nel corso degli anni, l’ex Segretario di Stato della Santa Sede, Pietro Parolin, ha sottolineato le conseguenze dei cambiamenti climatici sempre più devastanti. Non a caso, il cardinale 70enne originario di Schiavon, in provincia di Vicenza, in Veneto, ha criticato perfino alcune dichiarazioni negazioniste del Presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, durante il suo primo mandato tra il 2017 e il 2021. “Oggi l’umanità è chiamata a guardare se stessa senza presunzione di assoluta superiorità. Con gli altri esseri viventi non solo condividiamo lo stesso pianeta Terra e con alcuni, addirittura, lo stesso spazio vitale“, aveva affermato il porporato nel 2021 in occasione della V Conferenza Internazionale “Exploring the Mind, Body & Soul – How Innovation and Novel Delivery Systems Improve Human Health”.
A differenza dell’ex Segretario di Stato della Santa Sede, Pietro Parolin, il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) e Arcivescovo di Bologna, Matteo Zuppi, non si è riferito mai, almeno fino a oggi, agli animali. In occasione del G7 del 2017 nel capoluogo dell’Emilia-Romagna, però, il 69enne nativo di Roma ha denunciato la scarsa cura del Creato devastato dai cambiamenti climatici.
Durante un’omelia del 2019, l’Arcivescovo di Manila, nelle Filippine, nel Sud-Est Asiatico, Luis Antonio Tagle, ha ribadito l’importanza della salvaguardia degli alberi, degli animali, delle acque e delle terre. Non a caso, il 67enne gesuita come Papa Francesco ha classificato l’antropocentrismo come una tendenza fuorviante.
Dello stesso parere l’Arcivescovo di Kinshasa, in Congo, in Africa, Fridolin Ambongo Besungu, dopo avere definito la crisi climatica come “un oltraggio morale, un esempio tragico ed eclatante di peccato strutturale facilitato dall’indifferenza insensibile e dall’avidità egoistica”.
Assenti sui siti web, invece, dichiarazioni sull’ambiente dell’Arcivescovo di Budapest, in Ungheria, Péter Erdő.
Verso il Conclave, l’appello di OIPA Italia al prossimo Papa
“In un contesto storico caratterizzato non solo da una crisi ambientale e da una perdita di biodiversità ma anche da una crescente sensibilità dell’uomo verso gli animali, OIPA Italia auspica che con il prossimo pontificato la Chiesa Cattolica intrattenga sempre di più un cammino capace di rispettare, sensibilizzare e tutelare ogni essere vivente del Creato“, ha dichiarato a Teleambiente Claudia Taccani, Avvocato e Responsabile Sportello Legale dell’Organizzazione Internazionale Protezione Animali (OIPA).
Quando Papa Francesco si scagliò contro le famiglie con animali
Era il 4 settembre 2024, quando Papa Francesco attaccò le famiglie solite preferire i cani e i gatti ai bambini. In occasione di un discorso alle autorità, alla società civile e al corpo diplomatico dell’Indonesia, il Santo Padre, dopo avere sottolineato la mancanza di un effettivo e lungimirante impegno per costruire la giustizia sociale, aveva denunciato la crisi delle nascite. Secondo il Pontefice, uomini e donne, soprattutto negli ultimi decenni, avevano adottato troppi cuccioli e avevano fatto pochi figli.
Anche il 25 novembre 2023, durante un incontro con le popolazioni vittime del terremoto nel Centro Italia nel 2016-2017, Papa Francesco aveva condannato mariti e mogli con coinquilini a quattro zampe in casa: “Sembra che le famiglie preferiscano avere cagnolini o gattini anziché figli. Questa è la cultura veterinaria. State attenti“. Dichiarazione che aveva scatenato le reazioni degli ambientalisti.
“L’ennesima esternazione di Papa Francesco su una non meglio definita “cultura veterinaria” in senso denigratorio, un’ideologia dalla quale i fedeli devono mettersi in guardia. (…) È un vero peccato per tutte le famiglie con animali leggere continuamente affermazioni di un Pontefice solito contrapporre esseri viventi gli uni agli altri e solito censurare l’amore per le altre specie“, aveva scritto in una nota l’Organizzazione Internazionale Protezione Animali (OIPA).


