Il distanziamento sociale, la didattica a distanza, la mancanza di routine, il lockdown. La pandemia in corso vede i giovani sempre più connessi ma isolati. Le misure restrittive per contrastare il Covid-19 infatti hanno generato nell’80% dei bambini e adolescenti italiani, emozioni negative.
Il tempo trascorso davanti ai device non ha fatto che scatenare nei giovani un senso di isolamento ma soprattutto, esporli sempre di più a dei rischi.
In questo scenario s’inserisce il convegno telematico “Educazione alla legalità. I minori e la rete”, promosso da Corecom Lazio per offrire a tutti i cittadini la conoscenza di quali siano gli strumenti idonei a comprendere meglio le dinamiche e i messaggi offerti dai media, attività di formazione e prevenzione che è possibile mettere in campo.
“Noi del Corecom Lazio stiamo cercando di coadiuvare le nostre funzioni istituzionali con nuovi linguaggi e adeguandoci al cambiamento con le tematiche sociali – ha spiegato Maria Cristina Cafini, Presidente del Corecom Lazio – intendiamo raccogliere questa sfida, impegnandoci non solo sul fronte della sorveglianza ma anche e soprattutto in quella mission che noi riteniamo una mission morale: di formazione dei giovani”.
“Il Corecom Lazio in particolare – ha aggiunto – sta cercando in tutti i modi di raggiungere le famiglie, gli studenti e professori, offrendo ai ragazzi del Lazio delle indicazioni per la formazione nella media education che consentono loro di usufruire con sicurezza della rete, comprendendo i messaggi che vengono diffusi nella rete nei media tradizionali e un una tutela dei nostri dei nostri giovani in sinergia con il Consiglio Regionale e con AGCOM”.
Come ha spiegato Iside Castagnola del Comitato Corecom Lazio, “l’impegno dei genitori è quello di stare accanto agli insegnanti, le istituzioni ed essere in qualche modo dialoganti con i figli innanzitutto ma soprattutto dare regole semplici e chiare. Quindi regolare il tempo di esposizione dei bambini all’uso della rete”.
“È pazzesco – ha evidenziarlo Castagnola – come il 7% del dei ragazzi italiani sono soggetti all’effetto del Vamping, cioè navigano di notte e poi di giorno hanno grossissimi problemi di attenzione e di salute. Ci sono stati anche dei ricoveri per l’uso indiscriminato di PlayStation e Internet con crisi epilettiche nei pronto soccorsi italiani. Quindi – ha concluso – è importantissimo stare accanto ai genitori, alle famiglie e dare loro l’ausilio perché purtroppo la dipendenza da internet sta diventando un’emergenza sociale e noi come Autorità regionale per le comunicazioni siamo sempre affianco alla Scuola e alle famiglie”.


