Durante il corso sulla “Sostenibilità nel ridisegnare gli spazi urbani. L’apporto di tecnologia e scienza”, organizzato da Greenaccord Onlus e Fondazione Bioarcihtettura, è stato presentato il progetto degli alberi bioclimatici per contrastare le isole di calore urbane.
Servizio di Vanessa De Vita
Affrontare le sfide del cambiamento climatico attraverso la bioarchitettura, per ridisegnare gli spazi urbani con soluzioni sostenibili e combattere le ondate di caldo sempre più frequenti grazie al supporto della scienza e della tecnologia. Questi i temi affrontati durante la giornata di formazione organizzata da Greenaccord Onlus in collaborazione con Fondazione Bioarchitettura, che si è svolta il 3 luglio presso la sala del Giubileo dell’Università Lumsa, a Roma.
“Formare le nuove leve sul rispetto dell’ambiente è una priorità perché la sostenibilità è che si muove a 360°, dal punto di vista dell’economia, del diritto e della cultura. E poi – ha dichiarato Francesco Bonini, Rettore Università Lumsa – è anche una questione che collega l’Università con la città, e qui stiamo presentando delle idee progettuali per migliorare la qualità della vita a partire da progetti che pescano nel background della ricerca universitaria”.
“Le soluzioni sono molte, il raffrescamento dell’aria avviene attraverso le forestazioni, avviene attraverso la distribuzione diversa dell’acqua ma avviene anche attraverso queste soluzioni naturali tecnologiche che possono essere messe in città. Questo è un primissimo esempio – ha spiegato Sabrina Alfonsi, assessore all’ambiente, agricoltura e ciclo dei rifiuti, Roma capitale – In Europa si parla molto degli alberi bioclimatici e dei rifugi climatici che sono quei luoghi freschi, protetti all’interno della città dove le persone possono andarsi a rifugiare. In questo caso è una soluzione che può dare ombra e umidità, come fa un albero, non un’umbra di una pensilina ma un’ombra raffrescante. Quindi siamo interessatissimi a vederla e perché no, sperimentarla come prima città, a Roma”.
Durante il corso di giornalismo è stato presentato il progetto sugli alberi bioclimatici, un’installazione per il raffreddamento passivo negli spazi aperti contro il riscaldamento e le isole di calore urbane.
Quanto importante nella città riuscire a costruire idee innovative e, logicamente, amiche dell’ambiente, per poter abbassare quelle temperature che ormai son destinato assalire ogni anno?
“Sono 2 le ragioni – ha spiegato Wittfrida Mitterer, Giornalista, Presidente Fondazione Bioarchitettura, Direttrice Master Bioarchitettura – una, la ragione vera che è quella di abbattere la temperatura è in piazza con degli strumenti che sono assolutamente passivi, che non hanno un costo di gestione perché non c’è una fonte energetica, non c’è un processo di combustione, non c’è bisogno di apportare corrente, se non quella del sole. E poi perché un ambiente urbano che è fortemente sociale è orgoglioso di avere a disposizione degli strumenti innovativi che possono essere condivisi e di benessere per tutta la comunità”.
Ci può spiegare brevemente come funzione questo albero biocliamtico?
“Il marchingegno, si può dire così – ha aggiunto Mitterer – è questa torre al centro composta di tegole riciclate, lambite da un film d’acqua e attraverso l’evaporazione dell’umidità che si crea intorno a questo cilindro si abbatte la temperatura. Attraverso l’evaporazione bioclimatica si genera un lago di aria fredda che poi viene sospinto attraverso una ventola verso il basso della piazza”.


