L’amiloidosi è una patologia che si caratterizza per l’accumulo di aggregati proteici (amiloidi) che si depositano nei tessuti danneggiando gli organi.
È una malattia rara quella di cui soffre Oliviero Toscani, ne compaiono circa 800 casi all’anno. In un’intervista al Corriere della Sera il fotografo 82enne ha rivelato di avere scoperto la malattia poco più di un anno fa e di avere perso 40 chili in un anno: “Sto vivendo un’altra vita. -ha dichiarato – Vengo da una generazione, quella di Bob Dylan, dove eravamo forever young, il pensiero di invecchiare proprio non c’era. Fino al giorno prima di essere così, lavoravo come se avessi 30 anni. Poi una mattina mi sono svegliato e all’improvviso ne avevo 80″.
Toscani: «Ho perso 40 chili in un anno. La mia malattia è incurabile. Sono stato sempre fortunato, vivere così non mi interessa» https://t.co/345cuYjESc
— Corriere della Sera (@Corriere) August 28, 2024
Difficile la diagnosi poiché i sintomi dell’amiloidosi sono difficili da individuare per lunghi periodi. Caratteristici della malattia possono essere l’ingrossamento della lingua, ipotiroidismo, insufficienza cardiaca, emorragie attorno agli occhi e accumulo di liquidi negli arti e nell’addome.
Le forme più comuni della malattia sono l’amiloidosi AA ed è legata a un’infiammazione cronica e l’amiloidosi AL in cui i depositi derivano da frammenti di immunoglobine.
Sebbene il fotografo abbia affermato che non esiste cura, ma solo alcuni trattamenti sperimentali (tra gli ultimi trattamenti disponibili vi sono gli anticorpi monoclonali anti-CD38) ai quali Toscani si sta sottoponendo, in realtà molti medici e pazienti hanno affermato che esistono cure in grado di bloccare l’evoluzione della malattia.
In un video ANSA Michele Emdin, medico di Toscani ha affermato: “I pazienti con questa patologia hanno in tutta Italia medici a cui appoggiarsi, per una risposta in termini diagnostici e terapeutici. L’amiloidosi è una condizione non così rara come si credeva un tempo perché il 10% degli accessi a questo pronto soccorso ( del dipartimento cardiotoracico Fondazione Monasterio n.d.r) sono collegati a questa malattia, è una malattia che si pensava incurabile, invece oggi abbiamo diverse frecce nel nostro arco.“


