L’attività, coordinata dalla Soprintendenza archeologica della Liguria ed effettuata dai sommozzatori di vari Corpi e Forze dello Stato, è stata eseguita con un’idropulitrice, per preservare la scultura in bronzo dagli organismi incrostanti.
Ripulita, sui fondali marini della Baia di San Fruttuoso, tra Camogli e Portofino, la statua del Cristo degli Abissi, immersa a quasi 18 metri di profondità sin dal 1954. A realizzare le varie operazioni di idropulitura sono stati i sommozzatori di Vigili del fuoco, Polizia di Stato, Carabinieri, Marina Militare, Guardia Costiera e Guardia di finanza.
L’attività di ripulitura, estremamente delicata, rientra nella necessaria manutenzione di una statua in bronzo immersa nei fondali dell’Area marina protetta di Portofino. Il Cristo degli Abissi, infatti, è perennemente a contatto con organismi incrostanti che ne minacciano un serio deterioramento, ma la sua manutenzione prevede l’utilizzo di idropulitrici per rimuovere le incrostazioni biologiche senza toccare direttamente la statua, realizzata dallo scultore Guido Galletti su idea di Duilio Marcante, che volle così omaggiare la memoria dell’amico Dario Gonzatti, morto proprio in quelle acque nel 1947 durante un’immersione.
Sin dal 1954, quando fu posta nei fondali della Baia di San Fruttuoso, la statua del Cristo degli Abissi, che attrae turisti subacquei non solo da tutta Italia ma anche dall’estero, è stata sottoposta a ripetuti interventi di manutenzione. Il più significativo risale al 2003: l’ancora di una nave l’aveva colpita, staccando una mano, e per questo la statua fu recuperata e restaurata, per poi essere immersa di nuovo in acqua un anno dopo. Decisamente meno complicata l’opera di manutenzione effettuata negli scorsi giorni dai sommozzatori, coordinata dalla Soprintendenza Archeologica, delle Belle Arti e del Paesaggio della Liguria.


