Anno nuovo, alberi nuovi e nuovo entusiasmo. Ricomincia la riforestazione delle strade di Roma con Daje De Alberi.
L’associazione di tutela ambientale ha organizzato un nuovo grande evento di riforestazione partecipata nel III Municipio a Roma, il primo nel 2023. In via Angiolo Cabrini nel quartiere di Val Melaina sono stati messi a dimora quindici, altri due sono stati piantati in piazza Fradeletto. Tutti aceri campestri.
“Chi pianta un albero, pianta una speranza. E pianta una medicina, visti gli effetti positivi in termini di salute e benessere che gli alberi possono darci soprattutto in città” ha detto ai giornalisti presenti Francesco Ferrini, docente di Arboricoltura all’Università di Firenze e consulente scientifico del progetto
Via Cabrini è stata scelta da Daje de Alberi come laboratorio di cura perché la strada versava nel degrado con vecchi ceppi da rimuovere e altri alberi che necessitano di attenzione.
Daje de Alberi rientra nel progetto di riforestazione Condivide Et Albera patrocinato dalla Regione Lazio
Daje de Alberi vuole vincere la sua scommessa come già fatto al Nomentano e a Pietralata: curare il verde urbano contando sulla cooperazione dei residenti della zona determinati a difendere la bellezza che prenderanno in adozione i nuovi alberi.
L’evento rientra nel progetto di riforestazione e rigenerazione Condivide Et Albera, con il patrocinio gratuito della Regione Lazio e dell’Assessorato Agricoltura, Ambiente e ciclo dei rifiuti Comune di Roma e con la cooperazione fondamentale del Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale.
Il progetto, in linea con gli obiettivi dell’Agenda Onu 2030, è sostenuto dalla Fondazione Capellino. L’associazione Daje de Alberi, attiva in diversi Municipi di Roma, ha messo a dimora finora 150 nuovi alberi, di cui 94 su 150 complessivi del progetto Condivide et Albera, curandone centinaia del patrimonio pubblico esistente, un numero destinato ad aumentare grazie alla rete social e sociale delle volontarie e dei volontari per rendere Roma sempre più verde e sempre più “Daje”.


