DDL nucleare, Pichetto Puntiamo a massima chiarezza

DDL nucleare, Pichetto: “Puntiamo a massima chiarezza”

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Il nucleare sostenibile divide gli esperti tecnici tra sostenitori e chi invece sottolinea come, per tempistiche, costi, e modalità di gestione, questo modello energetico non sia sostenibile.

A ottobre 2025 il Consiglio dei Ministri ha approvato una legge delega per consentire al Governo di disciplinare in modo organico l’introduzione del nucleare sostenibile, nel quadro delle politiche europee di decarbonizzazione al 2050 e degli obiettivi di sicurezza energetica.

La delega prevede l’elaborazione di un Programma nazionale per il nucleare sostenibile, l’istituzione di una Autorità per la sicurezza nucleare indipendente, il potenziamento della ricerca scientifica e industriale, la formazione di nuove competenze e lo svolgimento di campagne di informazione e sensibilizzazione.

In attesa dell’attuazione della legge, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha sottolineato l’urgenza di comunicare all’esterno, non solo agli addetti ai lavori, in modo serio e scientifico per fornire un quadro chiaro sull’effettivo costo del nucleare e continuare ad aumentare le energie rinnovabili come eolico e fotovoltaico per accelerare la transizione energetica.

“Oggi noi non siamo in grado di soddisfare la nostra domanda di energia. Importiamo dalla Francia, principalmente dalla Francia, da fonte nucleare. Purtroppo noi paghiamo quello che è il risultato delle precedenti scelte, di cui l’Italia ha goduto. L’Italia ha goduto il fatto che, avendo fatto una scelta tutta fossile, il fossile costasse poco e di conseguenza ci fosse energia a un prezzo basso. La guerra, il quadro internazionale che è cambiato e così via, ci ha portato, insieme alla Germania, ad essere le prime vittime di questa situazione”, ha dichiarato a TeleAmbiente il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin a margine del convegno “Nucleare in Italia dal dire al fare: comunicazione e stakeholder engagement” organizzato dall’Associazione Italiana Nucleare (AIN).

“Noi dobbiamo al più presto possibile superare il periodo di transizione, aumentando le rinnovabili, aumentando quindi l’eolico e il fotovoltaico nel limite possibile e con il rispetto dei territori. Naturalmente questo è il primo elemento che potrebbe creare la condizione di un pareggio sulla determinazione del prezzo. È un’azione che dobbiamo fare continuativamente. Vorrei dire che un gol l’abbiamo fatto“, ha continuato il ministro.

“Abbiamo raggiunto l’obiettivo che, oggi come oggi, posso affermare che non è più necessario incentivare eolico e fotovoltaico perché hanno raggiunto prezzi, quindi costi e di conseguenza prezzi finali molto convenienti, più bassi che non il termoelettrico”, ha concluso Fratin.

“Il dibattito sta crescendo, ma queste premesse fondamentali per fare il T uguale a zero bisogna essere onesti, ancora mancano. Bisogna aspettare in particolare il DDL, bisogna aspettare i decreti applicativi, quelli fanno il contesto necessario ma non sufficiente e poi ci vuole il consolidamento della posizione nazionale”, ha spiegato Stefano Monti, presidente AIN. “E come si ottiene? Si fa col coinvolgimento delle popolazioni, dei portatori di interesse. Ecco il tema fondamentale della comunicazione e dello stakeholder engagement”.

“L’anno zero a mio parere è il momento in cui anche se avviene il referendum abbiamo dato una informazione corretta, scientificamente corretta, basata sui dati e sulle informazioni a tutta la popolazione italiana e quindi se anche si va al referendum si va fiduciosi e ottimisti perché abbiamo fatto il nostro lavoro di coinvolgere le popolazioni e rispondere alle loro domande, alle loro paure, perché se io non conosco una cosa ne sono distante e ne posso avere anche paura. Questo è il lavoro da fare”, ha concluso Monti.

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