esia dea inquinamento luminoso

ESIA, la DEA per ridurre l’inquinamento luminoso

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La European Signs Industries Association, che raccoglie imprese italiane ed europee particolarmente attente alla sostenibilità del settore, ha introdotto il certificato della Dichiarazione di Efficienza Ambientale per rendere meno impattanti, da diversi punti di vista, strumenti indispensabili a livello commerciale come le insegne luminose.

Le insegne sono uno strumento indispensabile nel mondo commerciale, ma hanno un certo impatto visivo e anche ambientale. È anche per questo che diverse imprese italiane ed europee si sono riunite nell’ESIA (European Signs Industries Association), associazione che cerca di coniugare l’innovazione e la sostenibilità tra tutte le aziende del settore. Solo con la collaborazione, sia all’interno della filiera che tra le imprese e le istituzioni, è possibile però arrivare ad alti livelli di efficienza, qualità e sostenibilità.

Diverse le iniziative già messe in campo, tra cui la Dichiarazione di Efficienza Ambientale (DEA), a cui si aderisce su base volontaria ma per cui è prevista una piattaforma europea esclusiva per la certificazione, basata su tre criteri chiave: la classificazione energetica, la valutazione dell’impatto ottico e l’analisi della riciclabilità dei materiali. Una serie di parametri che definiscono uno standard assolutamente necessario per ridurre l’inquinamento luminoso, come spiegato anche nel corso di un convegno alla Camera dei deputati.

La nostra associazione nasce da un gruppo di aziende e di imprenditori che credono molto nell’aspetto ambientale del prodotto che noi immettiamo sui mercati. Quello che cerchiamo di far capire anche all’utente finale, e non è facile, è che con i prodotti certificati, basati su ricerche, dati e statistiche, c’è una forte riduzione dell’impatto ambientale, un maggior risparmio energetico e il riciclo dei materiali impiegati nel momento in cui c’è la dismissione delle insegne” – ha spiegato Alfio Bonaventura, presidente di ESIA – “Questo è il nostro obiettivo primario, ma la strada è lunga ed è difficile comunicarlo bene. Parto però da un presupposto: bisogna fare anche le cose semplici, e la cosa più semplice per ridurre l’impatto dell’inquinamento luminoso è agire proprio sulle insegne luminose. In tutta Italia, tutti hanno un’insegna e con le giuste soluzioni si possono ridurre l’inquinamento luminoso e il consumo di energia del 40%. Non è una cosa da poco. Questo è l’obiettivo che ci diamo come associazione e lo stiamo portando anche in Europa: a ottobre saremo a Bruxelles a presentare la D.E.A. in Commissione Ambiente“.

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