Il decreto Ambiente 2024, licenziato in via definita dal parlamento, introduce novità che hanno l’obiettivo accelerare la transizione ecologica, tra cui semplificazioni per le energie rinnovabili e misure per promuovere l’economia circolare e la decarbonizzazione. Ma non mancano le ombre, come sulle trivellazioni in mare. “Decreto non adeguato”, secondo le opposizioni.
È stato approvato ieri in via definitiva alla Camera il Decreto Ambiente 2024 che modifica e aggiorna il Testo Unico sull’Ambiente del 2006.
Tante le questioni contenute nel decreto licenziato da Montecitorio (dal dissesto idrogeologico ai rifiuti elettronici passando per l’economia circolare) ma le novità forse più importanti riguardano il tema dell’energia e in particolare le rinnovabili.
Decreto Ambiente, le novità sulle energie rinnovabili
Sul fronte delle energie rinnovabili, due le novità più importanti:
- l’introduzione, nel Paese, di zone prioritarie per gli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili come solare ed eolico. Le zone saranno definite dal governo e avranno lo scopo di semplificare e rendere più veloci gli iter autorizzativi;
- un iter prioritario, nell’ambito del PNIEC (Piano Nazionale Integrato Energia e Clima) e del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) ai progetti che riguardano l’idrogeno verde, il fotovoltaico e l’eolico di grandi dimensioni. Saranno considerati all’interno di questo ambito anche gli impianti agrivoltaici superiori a 50 MW e gli impianti eolici terrestri superiori a 70 MW.
Trivellazioni, tagliate le distanze nel “Decreto Ambiente”
Sul fronte delle fonti di energia fossili (petrolio, gas e carbone) – cioè quelle che sono responsabili del riscaldamento globale e che quindi dovremmo eliminare per poter evitare le conseguenze peggiori dei cambiamenti climatici – il decreto ambiente contiene novità che vanno in direzioni opposte.
Se da una parte è stata vietata, sia in mare che sulla terraferma, l’emissione di nuovi permessi per la ricerca e lo sfruttamento di idrocarburi liquidi; dall’altra è stata introdotta una riduzione a 9 miglia, dalle 12 attuali, della distanza dalla costa e dalle aree protette per l’installazione delle trivelle per l’estrazione del gas naturale.
Le novità sul fronte della Valutazione dell’Impatto Ambientale
Il decreto Ambiente 2024 contiene anche novità volte alla semplificazione delle procedure per la valutazione dell’impatto ambientale (VIA).
La nuova norma prevede, in primis, una corsia preferenziale per i progetti che contribuiscono agli obiettivi di decarbonizzazione previsti dal PNIEC; inoltre precede una procedura prioritaria (la cosiddetta VIA preferenziale) per gli impianti di accumulo idroelettrico mediante pompaggio; per gli impianti di CCS, cioè stoccaggio, cattura e trasporto di anidride carbonica; per i nuovi impianti idroelettrici fino a 10 MW di potenza e per i lavori di conversione industriale in bioraffinerie.
Le reazioni al decreto Ambiente
“L’approvazione del decreto Ambiente è un risultato importante per il Paese, nella direzione di semplificare e razionalizzare settori decisivi per la nostra economia”, ha dichiarato tramite una nota il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin.
“La corsia veloce per i progetti strategici sulle rinnovabili, ma anche gli interventi puntuali per l’operatività nel campo delle bonifiche, della risorsa idrica e dell’economia circolare, possono contribuire a nuove condizioni ambientali ed energetiche, in linea con i nostri obiettivi europei”, ha poi concluso il ministro Pichetto Fratin.
Critiche le opposizioni con Sara Ferrari, componente della commissione ambiente alla Camera e della presidenza del Gruppo Pd che ha dichiarato che il decreto convertito in legge “non affronta le grandi questioni della transizione energetica ecologica, non ha l’organicità e la completezza che occorrerebbero per proteggere l’ambiente, raggiungere la neutralità climatica o semplicemente per raggiungere quegli obiettivi che il governo stesso si è dato nel gennaio dello scorso anno”.
Dello stesso avviso Daniela Ruffino, deputata di Azione, e membro della commissione ambiente: “Il Dl Ambiente è un provvedimento limitato, che non ha l’organicità fondamentale per garantire protezione e per raggiungere la neutralità climatica”.


