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Decreto energia, ok della Camera: ora passa al Senato. Cosa prevede

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Le misure del decreto approvato dalla Camera con il voto di fiducia posto dal governo.

Il decreto Energia, approvato dalla Camera con 143 sì, 84 no e 13 astenuti, dopo il voto di fiducia posto dal governo, passa ora al Senato.

Tra le misure più significative, quelle che riguardano le rinnovabili: saranno favoriti i progetti e gli investimenti di autoproduzione di eolico o fotovoltaico in grado di soddisfare la domanda energetica dei settori più elettrivori, determinati dall’elenco delle imprese istituito presso la Cassa per i servizi energetici e ambientali. Il Ministero dell’Ambiente, entro il prossimo 8 febbraio, dovrà definire un meccanismo per lo sviluppo della capacità di generazione di energia elettrica tramite impianti fotovoltaici, eolici e idroelettrici. Le imprese elettrivore potranno anche chiedere al Gestore dei servizi energetici un’anticipazione, per un periodo di tre anni, di una quota parte dell’energia rinnovabile.

Per favorire lo sviluppo degli impianti di produzione di energia rinnovabile, il decreto prevede anche semplificazioni ed esenzioni sul fronte della valutazione di impatto ambientale. L’estensione degli incentivi delle rinnovabili coinvolgerà anche una tecnologia in forte espansione come l’agrivoltaico. Buone notizie anche per quanto riguarda l’eolico offshore: le aree demaniali destinate alla realizzazione di un Polo strategico nazionale saranno individuate in almeno due porti del Sud, con Guardia costiera e Capitanerie di porto che per conto del MaSe vigileranno sul rispetto della sicurezza della navigazione e delle regole ambientali.

Le concessioni geotermoelettriche vengono poi prorogate fino al 31 dicembre 2026, con la nuova gara che va indetta due anni prima della scadenza. Il termine per l’entrata in esercizio degli impianti ammessi agli incentivi per le fonti rinnovabili viene invece prorogato al 31 dicembre 2027.
A vigilare invece sul processo di gestione e smaltimento di Raee provenienti dagli impianti fotovoltaici sarà il Gestore dei servizi energetici, per conto del Ministero dell’Ambiente.
Per incentivare le Regioni ad adottare misure di decarbonizzazione, il MaSe istituirà anche un fondo di compensazione in cui confluirà una quota dei proventi delle aste delle quote di emissione di anidride carbonica. Il fondo avrà una dotazione totale di 200 milioni di euro all’anno, fino al 2032.

Novità anche per quanto riguarda l’approvvigionamento di gas naturale: il Gestore dei servizi energetici continuerà a gestire le procedure. Confermata, anche se con alcune correzioni, l’ammissibilità in deroga al divieto delle attività upstream nell’alto Adriatico e nelle aree marine protette, delle concessioni di coltivazione di idrocarburi esistenti o nuove nel tratto di mare compreso tra il 45esimo parallelo Nord e il parallelo distante da quest’ultimo 40 chilometri a sud, a una distanza dalle linee di costa di almeno 9 miglia. Le condizioni di ammissibilità in deroga restano, invece, invariate: i giacimenti devono avere un potenziale minerario di gas con riserva certa superiore a 500 milioni di metri cubi; i titolari di concessioni esistenti o i soggetti richiedenti nuove concessioni devono aderire alle procedure per l’approvvigionamento di lungo termine, previa verifica preventiva dell’assenza di effetti di subsidenza, fermi rimanendo gli impegni che devono essere assunti in sede di manifestazione di interesse. Alle stesse condizioni, poi, è confermata anche la possibilità di coltivazione di gas naturale sulla base di nuove concessioni in zone di mare fra le 9 e le 12 miglia dalle linee di costa e dal perimetro esterno delle aree marine e costiere protette.

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