Tra le varie norme contenute nel Decreto PA, attualmente in discussione alla Camera e che sarà votato lunedì prossimo, c’è anche l’istituzione di un Comitato tecnico faunistico venatorio. Come denunciato da Sergio Costa, deputato del Movimento 5 Stelle, vicepresidente della Camera e già ministro dell’Ambiente, tra i 17 rappresentanti del Comitato ce ne sarà solo uno di ISPRA e una maggioranza vicina al mondo della caccia.
Non bastava il Disegno di legge 1552, già ribattezzato ‘sparatutto’. Anche nel Decreto PA, attualmente in discussione alla Camera e che sarà votato lunedì 28 settembre, sono state introdotte delle norme decisamente a favore della caccia. Quella più controversa riguarda l’istituzione di un Comitato tecnico faunistico venatorio, composto da 17 rappresentanti, in gran parte legati al mondo della caccia, e con la presenza di un solo componente in rappresentanza di ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. L’ennesimo assist del governo al mondo venatorio, ma anche l’ennesimo depotenziamento del ruolo di ISPRA.
“Nel Decreto PA, che andrà in fiducia e verrà votato lunedì 28 settembre, si immagina che il Comitato tecnico faunistico venatorio venga, per legge, abitato più da cacciatori che da istituzioni scientifiche. L’ISPRA, ad esempio, è ben poco rappresentato, con un solo soggetto su 17 componenti, ma non solo questo. In questa sperequazione di posizionamenti, avremo più l’interesse di parte, cioè quello venatorio, rispetto a quello della scienza” – ha spiegato Sergio Costa, deputato del Movimento 5 Stelle e vicepresidente della Camera – “Noi pensiamo che debba essere il contrario. Se si pende verso l’interesse politico di parte rispetto a quello che invece è l’interesse scientifico, che prevede cosa occorre per tutelare il territorio e la biodiversità, e che è rappresentato dall’ISPRA e dal Sistema Nazionale di Protezione dell’Ambiente (SNPA), vuol dire essere arrivati al Medioevo della tutela del territorio e dell’ambiente“.
“Che senso ha, addirittura con una norma generale dello Stato, intervenire per dire che i cacciatori si possono scegliere come gestire il territorio? E quindi, il mondo venatorio potrà scegliere dove andare a cacciare, quando andare a cacciare, quali specie andare a cacciare” – ha aggiunto il già ministro dell’Ambiente – “La scienza, invece, ci dice che queste cose devono essere gestite in modo diverso. Se noi davvero vogliamo arrivare a questo Medioevo, questo governo ci sta arrivando e lunedì ci arriverà“.


