Norme su impianti fotovoltaici, stambecchi come specie cacciabili, ma anche lotta al granchio blu e caporalato. Tutte le misure del dl agricoltura.
La Camera dei deputati ha approvato la fiducia al decreto legge Agricoltura con 181 voti a favore e 111 contrari.
La Legge di conversione del Decreto Legge 15 maggio 2024 n. 63 “recante disposizioni urgenti per le imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura, nonché per le imprese di interesse strategico nazionale”, provvedimento che prevede stanziamenti pari a circa 500 milioni di euro a favore del settore primario.
Tra le altre cose, prevede misure per coprire i danni alle coltivazioni e agli allevamenti (dalla Xylella al granchio blu), norme sugli impianti fotovoltaici, interventi per la lotta al caporalato, fondi urgenti per assicurare la continuità operativa degli impianti ex Ilva.
Il provvedimento prevede la nomina, fino al 31 dicembre 2026, di un commissario straordinario nazionale per contenere la diffusione del granchio blu e istituisce, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, del Sistema informativo per la lotta al caporalato nell’agricoltura.
“Il Governo è dalla parte di agricoltori e pescatori con fatti concreti. 500 milioni di euro per sostenere le filiere in difficoltà, affrontare le emergenze e garantire maggiori controlli, specialmente sulle importazioni, assicurando un giusto reddito ai nostri produttori. Finalmente, dopo anni, agricoltura e pesca tornano ad essere centrali in Italia!“. Lo scrive su Facebook il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.
Secondo il deputato del M5S in Commissione Lavoro, Dario Carotenuto “il decreto agricoltura è del tutto inadeguato ma siamo soddisfatti per l’approvazione del nostro ordine del giorno volto a impegnare il Governo a valutare l’opportunità di estendere il Durc di congruità, oggi attivo nel settore dell’edilizia, anche al settore agricolo. Il fatto che l’esecutivo si sia reso conto della necessità di muoversi in questa direzione è positivo: ora aspettiamo che, quanto prima, dalle parole si passi ai fatti. Altrettanto importante è il via libera a un altro punto del nostro Odg, ossia la creazione di una banca dati digitale che possa incrociare domanda e offerta di lavoro agricolo, con particolare attenzione al lavoro stagionale, così da ridurre il ricorso ad intermediari illegali. Ci sorprende, invece, il ‘no’ alla richiesta di avviare un percorso di riforma del lavoro in agricoltura, trovando le modalità di superare il modello delle 150 o 180 giornate che, per le sue caratteristiche, avalla il lavoro irregolare, non solo nell’ambito degli immigrati. Su questo punto auspichiamo che da parte del Governo vi sia un successivo ripensamento”.
La stretta sugli impianti fotovoltaici
Il dl Agricoltura introduce una nuova stretta sugli impianti fotovoltaici: sarà vietata l’installazione a terra nelle aree agricole, mentre viene autorizzata quella su cave, miniere, siti in concessione di ferrovie e aeroporti, di rispetto delle autostrade, aree interne ad impianti industriali e discariche.
Nel corso del convegno “Agricoltura e fotovoltaico per una giusta transizione ecologica”, promosso da Fondazione UniVerde e Coldiretti, che si è svolto qualche giorno fa a Roma, a Palazzo Rospigliosi, si è parlato proprio di questo provvedimento, come ha spiegato ai microfoni di TeleAmbiente il ministro Francesco Lollobrigida, insieme al presidente Coldiretti, Ettore Prandini.
Sono previste deroghe anche per le aree su cui già insistono degli impianti della stessa fonte, purché non comporti un aumento della superficie utilizzata. Il provvedimento, inoltre, fissa a 6 anni la durata minima dei contratti di concessione del diritto di superficie sulle aree agricole idonee all’installazione di impianti fotovoltaici.
“L’agricoltura è uno strumento per produrre energia e anche per abbattere i costi di produzione. Tuttavia, oggi, è erroneamente messa in contrapposizione con la produzione energetica. – afferma Luca De Carlo, presidente della commissione agricoltura in Senato – Il governo Meloni, con l’ultimo dl agricoltura, ha voluto sancire un principio: i terreni agricoli servono a sfamare miliardi di persone in un prossimo futuro. Se è quindi fondamentale garantire la giusta produzione di energia all’interno di una Nazione, lo è altrettanto non utilizzare il suolo agricolo per attività diverse dalla produzione agricola. Ed in questo senso, soluzioni come l’agrivoltaico, in grado di coniugare produzione agricola ed energetica, può senza dubbio rappresentare il giusto compromesso”.
Lo stambecco fra le specie cacciabili. La protesta dei deputati Avs
Protesta nell’aula della Camera dei deputati di Avs, che hanno sollevato cartelli contro l’ordine del giorno presentato dalla Lega al dl Agricoltura e approvato dall’assemblea, che impegna il governo a valutare l’opportunità di inserire lo stambecco tra le specie ‘cacciabili’. “Vergogna Meloni! Uccidete gli stambecchi. Fermate la caccia agli stambecchi“, si legge sui cartelli.
Il sottosegretario all’agricoltura, alla Sovranità alimentare e alle Foreste Luigi D’Eramo, nell’Aula della Camera, nel corso della valutazione degli ordini del giorno sul dl agricoltura, ha dato parere favorevole a un odg che impegna il governo “a valutare l’opportunità, in accordo e armonia con la normativa europea di settore, e tenendo conto dei vincoli di appartenenza dell’Italia alle organizzazioni internazionali di tutela della fauna e degli habitat naturali, in particolare di quelli montani, di inserire lo stambecco fra le specie cacciabili di cui all’articolo 18 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, al fine di provvedere ad una sua corretta e utile gestione venatoria”
Mentre l’Aula della Camera esamina una serie di ordini del giorno “incredibili come quello che chiede di autorizzare la caccia allo stambecco“, Angelo Bonelli, deputato di AVS, ricorda come alla “maggioranza piace giocare con armi“, tanto che “si sparano fra loro, ma cacciare lo stambecco non è un fatto privato tra Lega e governo“.
Il governo Meloni è odiatore seriale degli animali .
La Camera su parere positivo del governo ha dato parere positivo ad un ordine del giorno della Lega che chiede che lo stambecco sia messo tra le specie cacciabili insieme al lupo.
Che schifo !@GiorgiaMeloni non ti vergogni ? pic.twitter.com/ulIZg95IJD— Angelo Bonelli (@AngeloBonelli1) July 11, 2024
“La Camera, su parere positivo del governo, ha approvato un ordine del giorno della Lega che chiede di inserire lo stambecco tra le specie cacciabili, insieme al lupo. Che vergogna! Ancora una volta, il governo si distingue per il suo odio verso la natura e gli animali. – così in una nota il deputato di Alleanza Verdi Sinistra e portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli – Premier Meloni, non si vergogna? Solo poche settimane fa, il governo Meloni aveva votato contro la legge europea sulla natura, confermandosi nemico dell’ambiente, dell’agricoltura e del futuro dei giovani, votando contro per difendere gli interessi delle multinazionali. Il governo Meloni deve assumersi la responsabilità di questo attacco alla nostra biodiversità e alla fauna del nostro Paese. È inaccettabile che continui a promuovere politiche che mettono in pericolo specie protette e l’equilibrio ecologico per favorire interessi privati e speculativi”.
Le norme su siccità ed eventi climatici
Il dl Agricoltura fissa a 15 milioni la cifra prevista dal Fondo di solidarietà nazionale per gli interventi sulla siccità in Sicilia e a 8 milioni quella riservata ai danni causati dalle frane provocate dalle alluvioni in Emilia Romagna, Toscana e Marche.
“Il Dl Agricoltura, appena approvato, conferisce un nuovo protagonismo al sistema agroalimentare italiano, sostenendo i comparti in difficoltà a causa di fattori estranei, come i conflitti e il quadro geopolitico internazionale, le zoonosi e le fitopatie e, non ultimo, la siccità. Sono previsti incentivi alle imprese e interventi sulla regolazione delle filiere produttive, a tutela del produttore, del consumatore e dei lavoratori”. Così il presidente Crea, Andrea Rocchi, commenta l’approvazione definitiva, ieri sera alla Camera, del cosiddetto DL Agricoltura, e continua: “Da presidente del principale ente di ricerca italiano sull’agroalimentare, che ha coordinato il più importante progetto di ricerca pubblica sulle TEA, non posso che accogliere positivamente il provvedimento dedicato alle Tecniche di evoluzione assistita: sia per la proroga al 31 dicembre 2025 relativa alla sperimentazione in campo, sia per l’ampliamento delle tipologie di piante modificabili, che si estende da quelle resistenti alla siccità e a certi di tipi di patologie a quelle con migliorate proprietà in termini di “qualità” nutraceutiche (antiossidanti, polifenoli, etc.). Una norma che restituisce slancio alla ricerca per una agricoltura sempre più sostenibile, produttiva ed innovativa, in grado di rispondere in maniera adeguata a scarsità idrica e a stress ambientali e biotici di particolare intensità“.


