L’annuncio arriva direttamente dal presidente degli Stati Uniti, che già durante il suo primo mandato aveva concesso le autorizzazioni necessarie a potenziare un oleodotto già esistente per trasportare petrolio dal Canada. Il progetto, ad alto impatto ambientale, era già stato bloccato dalle amministrazioni di Barack Obama e Joe Biden, ma Trump ha spiegato: “Vogliamo la costruzione di quell’oleodotto, l’azienda che dovrebbe costruirlo è stata trattata molto male ma con noi ci saranno procedure facili e costruzioni quasi immediate”.
Donald Trump, reinsediatosi come presidente degli Stati Uniti da poco più di un mese, è pronto a rilanciare il progetto dell’oleodotto Keystone XL, che era stato bloccato dall’amministrazione di Joe Biden. Si tratta di un oleodotto da costruire nel territorio degli Stati Uniti e del Canada, ad alto impatto ambientale, e il cui progetto era stato contrastato da Barack Obama prima e da Joe Biden poi.
“Il nostro Paese sta facendo davvero bene e oggi stavo solo pensando che TC Energy, l’azienda che costruisce l’oleodotto Keystone XL, che era stato brutalmente scaricato dall’incompetente amministrazione Biden, dovrebbe tornare negli Stati Uniti, e ottenerne la costruzione ORA!” – ha scritto Donald Trump su Truth, il social che aveva lanciato dopo essere stato bloccato da Twitter in seguito all’assalto di Capitol Hill del 6 gennaio 2021 (salvo poi essere riammesso all’istante dopo l’acquisizione da parte di Elon Musk) – “So che sono stati trattati molto male da ‘Sleepy Joe’ Biden, ma l’amministrazione Trump è molto diversa. Procedure facili e avvii di lavori quasi immediati! Se non saranno loro, magari un’altra azienda di oleodotti. Vogliamo che l’oleodotto Keystone XL sia costruito!“.
Il progetto dell’oleodotto Keystone XL era stato approvato e lanciato nel 2008, fortemente sostenuto dal governo canadese allora guidato dal conservatore Stephen Harper ma osteggiato dalla presidenza di Barack Obama. Per l’amministrazione statunitense dell’epoca, infatti, l’oleodotto era troppo inquinante e per questo il progetto era stato bloccato. Quando Donald Trump divenne presidente degli Stati Uniti per la prima volta, la sua amministrazione aveva rilanciato il progetto, essenzialmente per motivi economici senza considerare minimamente l’impatto ambientale, ma la nuova amministrazione ‘dem’, allora guidata da Joe Biden, lo aveva bloccato nuovamente.
La revoca del decreto di Donald Trump in merito al progetto dell’oleodotto Keystone XL, d’altronde, era stata una delle promesse elettorali di Joe Biden durante le presidenziali del 2020. Il motivo della decisione di Biden risiedeva essenzialmente nelle varie strategie di contrasto al cambiamento climatico, e in particolare nella riduzione del ricorso ai combustibili fossili. Tuttavia, la decisione di Biden aveva deluso il primo ministro canadese, Justin Trudeau, per cui il Keystone XL faceva parte di una rete di oleodotti che potessero garantire il trasporto di petrolio canadese verso altri mercati, con ricadute positive dal punto di vista economico.
Dopo l’impegno di Joe Biden a bloccare il progetto del Keystone XL, la TC Energy non aveva potuto far altro che annunciare, nel giugno 2021, la rinuncia alla costruzione di quell’infrastruttura così controversa. Nello specifico, il progetto Keystone XL consiste nell’ampliare un oleodotto già esistente, il Keystone, che consente il trasporto di idrocarburi dalla provincia dell’Alberta, nell’Ovest del Canada, fino a diverse destinazioni negli Stati Uniti.
L’annuncio di Trump di certo non stupisce. L’attuale inquilino della Casa Bianca non ha mai fatto mistero di voler abbandonare ogni impegno climatico per privilegiare l’economia (e guai anche a parlare del tema), e le sue intenzioni si sono palesate immediatamente con la nuova uscita (proprio come era accaduto durante il suo primo mandato) dall’Accordo di Parigi sul clima. Inoltre, Donald Trump ha dichiarato lo ‘stato di emergenza energetica’, con l’obiettivo dichiarato di aumentare la produzione di gas e petrolio negli Stati Uniti (anche attraverso il fracking e secondo lo slogan ormai celebre ‘Drill, baby, drill’), nella speranza di far scendere i prezzi dell’energia per i cittadini e le imprese.


