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Ecoforum Legambiente, Italia prima per riciclo ma indietro nella differenziata

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Il nostro Paese sul fronte dell’economia circolare è all’avanguardia a livello europeo e quindi mondiale”, il ministro Pichetto Fratin.

Ecoforum, il meeting sul futuro dell’economia circolare, è giunto alla X edizione. Quest’anno il forum si apre con i dati emersi dal sondaggio Ipsos sulla conoscenza degli italiani dei temi legati alla circolarità.

Il 45% degli intervistati conosce l’economia circolare, il 60% crede nella crescita dei mestieri legati all’economia verde, mentre il 43% del campione non crede, a torto, che l’Italia detenga il record della percentuale di riciclo.

Il ministro Gilberto Pichetto Fratin, ospite della prima giornata del Forum, ha ribadito a TeleAmbiente gli ottimi risultati ottenuti dal nostro Paese: “Il nostro Paese sul fronte dell’economia circolare è all’avanguardia a livello europeo e quindi mondiale. Siamo tra i primi per la raccolta di materie prime secondarie, su questo possiamo sempre fare meglio, ma siamo molto più avanti rispetto ad altri Paesi.”

Partendo dai dati sulla raccolta differenziata, che in Italia è di gran lunga inferiore ai risultati ottenuti da altri Paesi, Legambiente chiede al governo azioni decise per investire nel settore, a cominciare dalla creazione di mille impianti per l’economia circolare disseminati sul territorio.

Stefano Ciafani, presidente di Legambiente ha sottolineato la crucialità di questo obiettivo: “Non esiste economia circolare senza impianti industriali, senza quesi nuovi impianti che dobbiamo realizzare in tutto il Paese. Lo slogan “Rifiuti zero, impianti mille” sta a significare che è fondamentale realizzare gli impianti per trattare l’organico differenziato e poi ci sono gli impianti che permettono di trattare i rifiuti tecnologici e recuperare le materie prime critiche, fondamentali per le tecnologie che utilizzeremo nei prossimi anni”.

Riccardo Piunti, presidente del CONOU, consorzio che vanta dei risultati record in Europa per il riciclo dell’olio usato, ha dichiarato: “L’economia circolare, la lotta al cambiamento climatico, tutto ciò che vogliamo fare per la salvaguardia del pianeta, non potranno mai essere il risultato delle azioni di una persona ma sempre il risultato di una collettività, magari fatta di tante imprese, come nel caso del consorzio degli oli minerali, che sono mosse dal loro interesse d’impresa ma nello stesso tempo si muovono tutte insieme, grazie alla guida del consorzio, nella direzione della salvaguardia dell’ambiente.

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