In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con Italpress: 1) L’economia verde protagonista dell’accordo Ue-Cile; 2) Il cambiamento climatico triplicherà i decessi in Europa; 3) Legambiente, strada in salita per la tutela degli animali in Italia; 4) La regione Sardegna verso temperature sempre più calde
In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con Italpress:
1) L’economia verde protagonista dell’accordo Ue-Cile: È entrato in vigore l’accordo commerciale tre l’Unione Europea e il Cile, dopo il completamento del processo di ratifica da parte del paese sudamericano. L’intesa, firmata nel dicembre 2023, stimolerà la competitività delle imprese di entrambe le parti, fornendo nel contempo una piattaforma condivisa per lo sviluppo delle economie a zero emissioni nette. Tali sforzi riceveranno un impulso ulteriore dalle iniziative in corso nell’ambito del Global Gateway, quali lo sviluppo di catene del valore delle materie prime critiche per il litio e il rame e la produzione di idrogeno verde in Cile. L’accordo consentirà all’UE e al Cile di cooperare, in qualità di partner duraturi che condividono gli stessi principi, sulle sfide globali, quali la riduzione dei rischi delle catene di approvvigionamento e la lotta ai cambiamenti climatici. Rafforzerà inoltre il partenariato privilegiato e porterà i valori condivisi al centro delle relazioni bilaterali. L’accordo approfondirà le relazioni bilaterali tra l’UE e il Cile in materia di scambi e investimenti e offrirà nuove opportunità alle imprese eliminando i dazi sul 99,9% delle esportazioni dell’UE e garantendo condizioni di parità per le merci sul mercato cileno; assicurerà un flusso più efficace e sostenibile di materie prime e prodotti derivati e fornirà all’Unione Europea un accesso costante, affidabile e sostenibile a materie prime critiche come il litio e il rame e a combustibili puliti come l’idrogeno, fondamentali per la transizione verso l’economia verde.
2) Il cambiamento climatico triplicherà i decessi in Europa: Il cambiamento climatico potrebbe determinare un aumento significativo dei decessi dovuti al caldo in tutta Europa. è quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista britannica Nature, condotto dai ricercatori della London School of Hygiene & Tropical Medicine, secondo cui i morti per caldo estremo potrebbero triplicare nel vecchio continente entro il 2100.
3) Legambiente, strada in salita per la tutela degli animali in Italia: Strada ancora in salita per tutela degli animali in Italia. A tre anni dall’inserimento della tutela degli animali tra i principi fondamentali della Costituzione con l’articolo 9, Legambiente fa il punto sull’attività legislativa, analizzato le banche dati della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Su 617 atti legislativi definitivamente approvati da metà febbraio 2022 al 31 gennaio 2024, sono 91, appena il 14,75%, quelli in cui si parla di animali. Di questi, quasi l’80% dei provvedimenti approvati in questi tre anni non ha dato seguito al principio costituzionale. Solo il 20,55% degli atti approvati è andato nella direzione indicata dall’art. 9 della Costituzione. Situazione critica anche per le nuove proposte ed i disegni di legge: gli atti migliorativi sono al momento tutti bloccati. A livello politico – evidenzia Legambiente – l’attenzione maggiore si concentra sugli animali d’affezione, mentre gli animali selvatici sono quelli ‘sotto attacco’ a causa del bracconaggio e ancora privi di un’efficace e proporzionata tutela penale, a partire dalle specie protette. Con questa analisi, Legambiente vuole lanciare un chiaro invito a Governo e Parlamento per il rispetto del principio costituzionale in fatto di tutela degli animali, superando i ritardi accumulati in questi tre anni per la sua concreta attuazione e sbloccando l’iter delle diverse proposte di legge migliorative in stallo alla Camera e al Senato. Tre le azioni prioritarie legislative che indica l’associazione chiedendo:
- 1) lo stop al bracconaggio con l’inserimento nel Codice penale del delitto di bracconaggio con pene da tre a sei anni di reclusione, estendendo la sanzioni anche ai traffici di specie protette, come previsto dalla direttiva europea sulla tutela penale dell’ambiente;
- 2) un’etichetta “Cage Free” per i prodotti di origine animale che, con chiarezza e trasparenza, permetta la libera scelta ai consumatori e aiuti gli allevatori che investono in pratiche più rispettose del benessere degli animali;
- 3) cure veterinarie accessibili a tutti attraverso un Piano nazionale, approvato in Conferenza Stato-Regioni, per l’assunzione di veterinari pubblici, il sostegno alle cure veterinarie delle famiglie e la sterilizzazione dei randagi, come previsto dalla legge 281/1990 ma mai efficacemente attuato.
4) La regione Sardegna verso temperature sempre più calde: Nei prossimi decenni, il clima in Sardegna sarà caratterizzato da un aumento della temperatura e da una diminuzione delle precipitazioni, oltre ad un contemporaneo aumento di fenomeni di pioggia estreme, che pongono la regione a rischio siccità e eventi distruttivi. A scattare questa fotografia è il Centro Studi per il Cambiamento Climatico, che recentemente pubblicato il Report climatico della Regione Sardegna, promosso da Greenway Group Srl ed Ecogest Spa. Per la sua posizione al centro del Mar Mediterraneo, la Sardegna è una delle regioni critiche, ad alto rischio climatico. Le proiezioni degli indicatori per il futuro mostrano un generale aumento della temperatura media, con un incremento fino a 1,6°C nel 2050. Lo scenario che si prefigura nei prossimi 25/30 anni mostra una riduzione generale dei periodi con giorni molto freddi, cioè con temperature massime e minime inferiori a 0°C e crescita dei periodi con giorni ad alta temperatura, caratterizzati da ondate di calore e notti tropicali, in aumento di circa 17 giorni, con variazioni maggiori lungo la costa orientale dell’isola. Il report segue una serie di altri studi a carattere regionale che hanno evidenziato come sull’isola oltre 6.000 km2 di territorio sono a rischio di possibili frane. Anche il rischio alluvionale è alto con circa 823 km2 di territorio che rientrano nello scenario di elevata probabilità. Infine, un ultimo motivo di allarme nella regione è legato ai cambiamenti climatici ed è l’aumento degli incendi e delle aree forestali a rischio. La situazione nella regione è considerata sempre più grave, poiché l’aumento delle temperature oltre le soglie stagionali, e la prolungata mancanza di precipitazioni, hanno messo in crisi le aziende agricole e zootecniche.


