In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con Italpress: 1) Webuild, infrastrutture contro l’emergenza idrica globale; 2) Operazione “GhostNets”, rimosse 3 tonnellate di reti fantasma; 3) Legambiente e Libera presentano un decalogo “per la giustizia ambientale e sociale”; 4) appello di Greenpeace: salviamo le api e gli impollinatori dai pesticidi
In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con Italpress:
1) Webuild, infrastrutture contro l’emergenza idrica globale: Promuovere la lotta all’emergenza idrica in Italia e nel mondo, dimostrando come le sfide ambientali come la scarsità di acqua possano essere trasformate in opportunità per la vita quotidiana. Con questo obiettivo Webuild supporta la 19esima Biennale Architettura 2025 di Venezia. La gestione sostenibile dell’acqua rappresenta una delle principali sfide globali da affrontare, in un momento in cui nel mondo il 40% della popolazione globale vive in aree a rischio di carenza idrica, mentre oltre 2 miliardi di persone non hanno accesso all’acqua potabile.
2) Operazione “GhostNets”, rimosse 3 tonnellate di reti fantasma: Ogni anno circa 100.000 mammiferi e un milione di uccelli marini muoiono a causa dell’intrappolamento all’interno delle reti da pesca abbandonate o dopo aver ingerito i frammenti che esse rilasciano in mare. L’86% dei rifiuti marini rinvenuti sui fondali è riconducibile ad attività di pesca, con una netta prevalenza di lenze, cime e reti abbandonate, perse o dismesse. Le reti fantasma rappresentano, quindi, una delle forme più insidiose di inquinamento marino. Per questo ISPRA, soggetto attuatore del progetto PNRR MER, ha affidato agli operatori economici Fondazione Marevivo, Castalia Consorzio Stabile e CoNISMa, Consorzio nazionale interuniversitario per le scienze del mare, il recupero di reti e attrezzi da pesca abbandonati o persi accidentalmente in mare, nell’ambito dell’operazione “GhostNets”. L’intervento – realizzato nell’ambito del PNRR MER, Marine Ecosystem Restoration, gestito dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – è stato avviato a inizio anno in Sicilia e ha portato alla rimozione di circa 3 tonnellate di reti fantasma dalle aree di Siracusa, Avola e Milazzo, consentendo di bonificare oltre 52.000 metri quadrati di fondali marini.
3) Legambiente e Libera presentano un decalogo “per la giustizia ambientale e sociale”: In occasione del decennale dell’approvazione della legge 68 del 2015, che ha introdotto i delitti contro l’ambiente nel nostro Codice penale, Legambiente e Libera, in collaborazione con l’Università Roma Tre e ‘Casa Comune’ hanno presentato un Manifesto in cui hanno raccolto proposte al Governo e al Parlamento e gli impegni per rafforzare una rivoluzione iniziata dieci anni fa, contrastando con più efficacia le ecomafie in tutti i settori dove fanno affari d’oro a discapito dell’ambiente, della salute dei cittadini e dell’economia. I dati raccolti da Legambiente e Libera sui primi dieci anni di applicazione della legge sono preoccupanti: quasi 7mila reati accertati dalle forze dell’ordine e dalla Capitanerie di porto (uno ogni 3 controlli), oltre 12mila persone denunciate, centinaia di arresti, quasi duemila sequestri effettuati per un valore di oltre un miliardo di euro. La Campania è prima come controlli, reati complessivi (1.440), attività organizzata di traffico illecito di rifiuti (351), e relativi alla parte Sesta-bis del Testo unico ambientale (869). La Puglia, invece, è prima per il delitto di inquinamento ambientale (260) – seguita da Sicilia, Calabria e Campania – e per numero di arresti (100). Per Legambiente e Libera, sono ancora troppo i ritardi accumulati, come dimostrano le mancate bonifiche nei Siti d’interesse nazionale o la sentenza di condanna da parte della Corte europea dei diritti umani per la mancata tutela del diritto alla vita di chi vive nella “Terra dei fuochi”, tra le province di Napoli e Caserta. In questo scenario, Legambiente e Libera avanzano con la presentazione del manifesto cinque proposte:
- recepire quanto prima in tutti i Paesi dell’Unione europea la direttiva del 2024 per la tutela penale dell’ambiente, integrando il nostro Codice penale con i nuovi delitti e definendo una strategia nazionale di lotta all’ecocriminalità;
- definire, nell’ambito della Convenzione internazionale sulla criminalità organizzata, un quadro di impegni condivisi per il contrasto dei crimini transnazionali contro l’ambiente;
- inserire nel nostro Codice penale i delitti contro il patrimonio agroalimentare e quelli contro gli animali;
- rafforzare la lotta all’abusivismo edilizio, con risorse adeguate per Comuni, Prefetture, autorità giudiziaria e norme più efficaci;
- accelerare la bonifica dei Siti d’interesse nazionale gravemente inquinati, insieme allo sviluppo di progetti di riconversione ecologica.
Allo stesso tempo, Legambiente e Libera si assumono cinque impegni:
- sostenere le comunità locali nelle vertenze contro l’aggressione ecocriminale;
- sviluppare campagne nazionali;
- organizzare attività di monitoraggio civico;
- promuovere iniziative rivolte alle scuole e alle Università;
- monitorare il rispetto, a livello europeo e internazionale, di tutti gli impegni adottati per contro l’ecocriminalità transnazionale.
4) appello di Greenpeace: salviamo le api e gli impollinatori dai pesticidi: Le api e gli insetti impollinatori giocano un ruolo essenziale negli ecosistemi. Un terzo del nostro cibo dipende dalla loro opera di impollinazione. Se questi insetti sparissero, le conseguenze sulla produzione alimentare sarebbero devastanti. Le colture più nutrienti della nostra dieta – molta frutta e verdura, come mele, fragole, pomodori e mandorle – sarebbero duramente colpite da un calo numerico degli insetti impollinatori. Purtroppo però le api sono in declino, sono minacciate da pesticidi, dalla perdita di habitat, monocolture, parassiti, malattie e cambiamenti climatici. In Europa, infatti, circa 2000 specie di api selvatiche e circa un terzo delle popolazioni di api e farfalle sono a rischio. In particolare, alcuni pesticidi costituiscono un rischio diretto per gli impollinatori. A pochi giorni dalla Giornata Mondiale delle Api (20 maggio), Greenpeace invita tutti a fare un passo in avanti verso la difesa dell’ambiente e del clima, cominciando dalla messa al bando dei pesticidi, ‘dannosi per le api e gli impollinatori’. L’attuale sistema di agricoltura industriale basato sulla dipendenza dai pesticidi chimici, come i neonicotinoidi, non è più sostenibile – afferma la Ong, ricordando che il 27 aprile 2018 l’Unione Europea ha approvato il bando permanente di tre insetticidi neonicotinoidi dannosi per le api e gli impollinatori. Il loro utilizzo resta però consentito all’interno di serre permanenti. Sempre più studi confermano che i neonicotinoidi danneggiano non solo le api, ma anche i bombi, le farfalle, gli insetti acquatici e persino gli uccelli, con possibili ripercussioni su tutta la catena alimentare. L’impollinazione artificiale è una pratica faticosa, lenta e costosa. Il valore di questo servizio, offerto gratis dalle api di tutto il mondo, è stato stimato in circa 265 miliardi di euro all’anno.
Per questo, Greenpeace chiede al Governo italiano e alla Commissione europea di:
- bandire l’uso di tutti i pesticidi dannosi per le api e gli altri insetti impollinatori;
- applicare rigidi standard per la valutazione dei rischi da pesticidi;
- aumentare i finanziamenti per la ricerca, lo sviluppo e l’applicazione di pratiche agricole ecologiche.


