L’attacco di Peacelink: “Come curare un alcolizzato senza togliergli il fiasco di vino, ma concedendogli di averne tre”.
Altro che siderurgia green. Per rilanciare Acciaierie d’Italia, il governo sta pensando di riattivare tre altiforni a carbone dell’ex Ilva, in spregio alla volontà dei cittadini di Taranto, al piano proposto dal sindaco Rinaldo Melucci e ovviamente all’ambiente. Il primo cittadino tarantino aveva auspicato un percorso di decarbonizzazione per l’impianto, ma il governo, che intende aumentare la produzione, di fatto farà impennare anche le emissioni di vari inquinanti, compresa la CO2.
A denunciarlo è Peacelink, attraverso il suo presidente Alessandro Marescotti, che commenta così: “Questo approccio può essere paragonato a tentare di curare un alcolizzato senza togliergli il fiasco di vino, ma concedendogli di averne tre“. Va ricordato che, nonostante un evidente calo della produzione durante la gestione di ArcelorMittal, la concentrazione di inquinanti non è diminuita. In Procura a Taranto, va ricordato, è stato presentato un esposto sugli effetti a lungo termine dell’immissione di CO2 in atmosfera. Uno studio epidemiologico di pochi mesi fa ha stabilito ogni anno di produzione ed emissioni, comporta 1876 decessi a livello globale fino al 2100.
La posizione di Peacelink è netta: non si può chiedere e auspicare la decarbonizzazione che il governo, negli obiettivi prefissati, non prevede. L’associazione ambientalista e pacifista tarantina, poi, oltre ai rischi per la salute dei cittadini esprime un certo scetticismo sul risanamento aziendale e sulla sostenibilità economica. Il governo sta ricevendo diversi potenziali investitori, italiani ed esteri, che hanno già visitato i vari impianti (non solo quello tarantino). Eppure, le perplessità rimangono. “Nessuno, dal 2012 in poi, è riuscito a portare in pareggio i conti dell’azienda che gestisce l’Ilva. Dove troveranno il Premio Nobel che farà il miracolo? È quanto mai arduo trovare qualcuno che si prenda questo stabilimento, perché farebbe debiti fin dal primo giorno. A meno che non paghi Pantalone“, commenta Alessandro Marescotti.


