Le aziende valutano il ritorno al lavoro, ma chiedono maggiori garanzie.
Ex Ilva, arrivano da Sace le garanzie per tutelare i creditori di Acciaierie d’Italia (comprese le aziende dell’indotto). Dopo l’approvazione definitiva del decreto legge che consente l’apertura dell’amministrazione straordinaria (con il prestito-ponte da 320 milioni di euro), sarà il gruppo di servizi assicurativi e sostegno alle imprese a sostenere la liquidità e la continuità di AdI e di tutta la filiera dei fornitori.
In primis, Sace anticiperà i pagamenti ad Acciaierie d’Italia, con la cessione dei crediti vantata da AdI nei confronti dei clienti per un importo totale da 100 milioni. In secondo luogo, il sostegno ai fornitori è previsto con l’acquisto di crediti per un importo fino a 120 milioni di euro. I fornitori e le imprese dell’indotto avevano sospeso i loro servizi, mettendo anche i dipendenti in cassa integrazione.
In attesa di capire gli effetti pratici dell’intervento di Sace, le aziende dell’indotto di Acciaierie d’Italia valutano il ritorno all’operatività. “Indubbiamente si tratta di un passo avanti, ci sono le condizioni perché le imprese possano tornare al lavoro. L’erogazione delle risorse in tempi brevi è fattibile, se Sace sconterà percentualmente i crediti sarà un aiuto alle imprese che sono in grandi difficoltà” – ha spiegato Salvatore Toma, presidente di Confindustria Taranto – “Con i 100 milioni per i commissari, si potranno lanciare i nuovi ordini e la macchina del siderurgico ripartirà gradualmente in attesa del prestito-ponte“.
Soddisfatto anche Fabio Greco, presidente di Aigi, che però non nasconde alcune preoccupazioni. “Probabilmente si sta arrivando ad una soluzione, ora mi aspetto che i commissari straordinari ci convochino dicendoci come e quando tornare a lavorare. Non tutti adesso prenderemo i soldi e non sappiamo quando incasseremo i crediti maturati. Noi aspettiamo molto più di 120 milioni e non sappiamo a quali aziende andranno” – spiega il presidente dell’associazione che raggruppa l’80% delle aziende dell’indotto di AdI – “I commissari ci devono assicurare gli ordini per la ripartenza, ma soprattutto un acconto del 30% e il pagamento della parte restante in 30 giorni“.
Intanto, il Tribunale fallimentare di Milano ha dichiarato lo stato di insolvenza per altre tre società del gruppo di Acciaierie d’Italia (AdI Tubiforma, AdI Energia e AdI Servizi marittimi), come richiesto dai commissari straordinari nominati dal governo. La prossima settimana è prevista invece un’udienza per AdI Socova, società francese del gruppo, per cui c’erano stati problemi di notifica. Nelle prossime settimane proseguiranno le indagini sulla gestione e sui conti di Acciaierie d’Italia, dopo l’apertura di un fascicolo in Procura a Milano.


